Concorso infanzia e primaria: giusto escludere chi ha lavorato nelle paritarie. Lettera

di redazione
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Inviato da E. Santini – I precari della scuola pubblica sono coloro che lavorano da anni per la scuola pubblica, coloro i quali si sono alzati la mattina

anche solo per coprire un giorno una classe in una scuola pubblica, per anni nelle famose gae e nelle graduatorie di istituto, persone a tempo indeterminato e sottolineo “indeterminato” nelle scuole paritarie, entrate spesso per conoscenze, più che per merito, si sono potute permettere di passare avanti nel momento delle nomine in ruolo ai colleghi precari poiché vantavano periodi di servizio più lunghi dichiarando in maniera illegittima contratti a tempo determinato pur avendoli invece a tempo indeterminato, tenendo il piede in due scarpe, questo è stato permesso perché nessun controllo veniva fatto!

Ad oggi con il decreto “Dignità” viene posto in essere finalmente un concorso straordinario vero, rivolto ai precari della scuola pubblica ovvero personale che almeno negli ultimi otto anni abbia svolto servizio pubblico e così iniziano le proteste delle personale a tempo indeterminato delle scuole paritarie che negli ultimi 8 anni pur stando nelle graduatorie non si è degnato di rispondere ad alcuna chiamata dello Stato poiché impegnato a tenersi caldo il posto privato, “perché non si sa mai…” è però ” quel non si sa mai..” che distingue il precario pubblico dal lavoratore a tempo indeterminato della scuola paritaria che non è comunque paritaria per quanto riguarda il sistema di reclutamento (che non è per graduatoria né concorso) diverso dalla scuola pubblica, (non ci sono graduatorie e si entra spesso per conoscenze) inoltre bisogna sottolineare che queste persone non sono escluse dai concorsi ordinari, cui potranno partecipare, ne dalle graduatorie, ma solo da un concorso straordinario riservato ai precari pubblici e sono esclusi solo, e sottolineo” solo” coloro che negli ultimi 8 anni non hanno prestato servizio nello Stato.

Ogni tanto la verità andrebbe raccontata tutta, perche’ se si parla di precariato pubblico che si parli davvero di “precari pubblici” ma senza confondere!

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