Concorso infanzia e primaria, diploma magistrale a indirizzo linguistico è uno dei titoli di accesso

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Il TAR muta orientamento, sì all’equiparazione dei diplomi sperimentali rilasciati da Istituti Magistrali. Importante sentenza del TAR Lazio del 6 febbraio N. 01610/2020 REG.PROV.COLL. N. 07752/2017 REG.RIC con la quale, mutando il suo orientamento giurisprudenziale, si riconosce l’equiparazione dei diplomi sperimentali rilasciati da Istituti magistrali

In Fatto

Con l’atto introduttivo del giudizio parte ricorrente tramite i propri legali chiedeva l’annullamento del d.m. n. 374 del 2017, nella parte in cui, differenziando la posizione dei ricorrenti che hanno conseguito il diploma magistrale sperimentale da quello degli altri diplomati magistrali, non consente la presentazione della domanda di inserimento nelle graduatorie di circolo e istituto. Si costituiva l’amministrazione resistente chiedendo rigettarsi il ricorso.
Nella sentenza in commento si specifica che il ricorso proposto deve trovare accoglimento, nei limiti in cui distingue e discrimina la posizione dei ricorrenti da quella dei diplomati magistrali posto il superamento della distinzione tra le due categorie, come costantemente evidenziato da precedenti della giurisprudenza amministrativa.

L’equiparazione tra il diploma magistrale e il diploma di maturità linguistica appare conforme al nuovo assetto ordinamentale

Sul merito della questione deve d’altro canto rilevarsi che, come da orientamento prevalente della giurisprudenza amministrativa, “la sperimentazione scolastica, intesa come ricerca e realizzazione di innovazioni degli ordinamenti e delle strutture, «è stata autorizzata ed attuata dall’Istituto magistrale (…)in vista del nuovo assetto dell’istruzione elementare, nel cui ordinamento didattico è ora compreso l’insegnamento della lingua straniera, e della formazione (anche a livello universitario) degli insegnanti elementari, tanto è che entrambi i corsi di sperimentazione (quello ad indirizzo linguistico e quello ad indirizzo pedagogico) tenuti in contemporanea dal medesimo Istituto, sono stati articolati in cinque anni di studio, con possibilità di accesso, a conclusione del ciclo, a tutte le facoltà universitarie»; l’equiparazione tra il mero diploma magistrale e il diploma di maturità linguistica rilasciati al termine di corso quinquennale, «appare conforme pure al nuovo assetto ordinamentale della scuola elementare, ove si consideri che l’insegnamento della lingua straniera è ricompreso negli ordinari programmi didattici» (Consiglio di Stato, sez. VI, 3 dicembre 2009, n. 7550; Id., sez. VI, 21 novembre 2016, n. 4850).
Il diploma di maturità linguistica è titolo valido per l’ammissione alla procedura concorsuale

In definitiva, per il TAR Lazio, deve ritenersi che “a prescindere dall’interpretazione letterale del bando e dalla considerazione che le materie di insegnamento dei due indirizzi di studio dell’Istituto magistrale statale frequentato dalla ricorrente non erano, in parte, coincidenti – ritiene il Collegio che il diploma di maturità linguistica in possesso della ricorrente rappresenti titolo valido per l’ammissione alla procedura concorsuale oggetto della impugnata esclusione” (Cons. Stato, Sez. VI 17 settembre 2014, n. 4723; in termini anche ordinanza 18 settembre 2015, n. 2218 e, tra le più datate, Cons. Stato, sez. VI, 3 dicembre 2009, n. 7550) (così, Cons. Stato, VI, n. 2316 del 2018 cit.)”. L’articolo 2, comma 1, del Decreto Interministeriale del 10 marzo 1997 prevede che “I titoli di studio conseguiti al termine di corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’Istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002, conservano in via permanente l’attuale valore legale e consentono di partecipare alle sessioni di abilitazione all’insegnamento nella scuola materna …nonché ai concorsi ordinari per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare, secondo quanto previsto dagli articoli 399 e seguenti del citato decreto legislativo n. 297 del 1994”.

Orbene, sottolinea il TAR, “dalla lettura della citata disposizione emerge che non vi è indicazione alcuna della tipologia del titolo sperimentale (indirizzo linguistico o indirizzo pedagogico) rilasciato, riferendosi la disposizione ai “titoli di studi conseguiti al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali dell’istituto magistrale”, in tal modo attribuendo rilievo non alla specificità dell’indirizzo quanto piuttosto alla scuola che lo ha rilasciato.

Tale configurazione della disposizione normativa lascia ritenere, dunque, che non vi sia differenza effettivamente rilevante tra i titoli sperimentali rilasciati, ma che ciò che conta è la circostanza che il titolo venga rilasciato da un Istituto magistrale. Di conseguenza, i titoli sperimentali rilasciati da tali scuole risultano equiparati e tanto anche ai fini abilitanti per la partecipazione al concorso per cui è causa.

In conclusione, le argomentazioni sopra svolte inducono a ritenere l’esistenza di una equiparazione dei diplomi sperimentali rilasciati da Istituti magistrali (a indirizzo linguistico) valida anche ai fini della partecipazione del concorso oggetto del presente giudizio. Ne discende l’accoglimento del ricorso proposto nel termine di cui in motivazione. In considerazione delle peculiarità del giudizio e del mutamento di orientamento giurisprudenziale devono ritenersi sussistenti eccezionali motivi per compensare le spese di lite tra le parti.”

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