Concorso DSGA. Perché dobbiamo dimostrare le competenze acquisite in anni di lavoro? Lettera

di redazione
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Anna Lucia Polselli – Sono un assistente amministrativo che svolge mansioni di Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi e ancor prima di Responsabile Amministrativo.

Non sono in possesso della laurea richiesta per partecipare al concorso per l’accesso al suddetto profilo ma, come tanti altri colleghi, ho permesso a numerose scuole prive di DSGA di funzionare in modo regolare sia dal punto di vista amministrativo che della gestione del personale a fianco dei dirigenti scolastici apprendendo da autodidatta qualsiasi imposizione normativa e tecnologica, nonostante le gravi criticità in cui versano ora le istituzioni scolastiche a causa dei tagli agli organici, delle molteplici molestie burocratiche generate dal ginepraio di norme nelle quali è quasi impossibile districarsi (CIG, DURC, CUP,AVCP, PCC, Equitalia, IVA, CONSIP, MEPA, PASSWEB, accessi agli atti, aggiornamento graduatorie docenti e ATA che prima erano dei quasi estinti provveditorati,  il codice degli appalti in continua mutazione e tanto altro ancora) e fronteggiando quotidianamente frotte di docenti ed utenti.

Non ho nulla da eccepire sulla necessità di reclutare personale laureato, ma non si può accettare che diverse centinaia di assistenti amministrativi, che pur non avendo la laurea ora richiesta hanno supportato lo Stato permettendo alle scuole di funzionare in modo regolare, debbano ora mettersi a concorrere con chi ha un titolo di studio superiore; è chiaro che per loro va predisposto un canale di reclutamento riservato.

Risulta intollerabile che ci sia stato permesso di svolgere fino ad ora questo tipo di lavoro senza richiedere la laurea e oggi, d’un tratto, ci viene chiesto di partecipare ad un concorso per accertare di avere le competenze che dimostriamo di avere quotidianamente e da molti anni. TUTTO CIO’ E’ INACCETTABILE!!!!!!!

Ancora occorre che mettiate alla prova chi ha già dimostrato per anni di avere preparazione, attitudine, volontà e la professionalità necessaria per svolgere questa mansione?

Appare inoltre privo di fondamento giuridico il requisito di aver maturato i tre anni di servizio nel ruolo di DSGA negli ultimi otto e fino all’entrata in vigore della legge di stabilità 2018, per partecipare al concorso nazionale in arrivo; questo determinerà l’esclusione di quanti hanno comunque il servizio richiesto di 36 mesi ma in un arco temporale più ampio. Dopo averci usati per anni, peraltro a costo zero, non è giusto gettare via la professionalità acquisita!!!

C’è poi da dirimere un altro quesito: la sostituzione del DSGA dà diritto all’indennità di Funzione Superiore che fino al 2012 veniva calcolata come differenziale annuo tra gli stipendi annui lordi iniziali rispettivamente del DSGA e dell’assistente amministrativo. Ora, dal 1° gennaio 2013, per il calcolo dell’indennità si effettua la differenza tra lo stipendio iniziale annuo lordo del DSGA e lo stipendio annuo lordo in godimento dell’assistente amministrativo facente funzione oltre alla decurtazione dallo stipendio della quota per la 2° posizione economica, quindi siamo noi a dover pagare lo Stato. TUTTO CIO’ E’ ASSURDO E NON PUO’ ESSERE PARTE DI UNO STATO DEMOCRATICO!!!!!!!!

Lo Stato italiano continua ad umiliare i propri dipendenti, a partire da quelli che ricoprono incarichi delicati che richiedono alta professionalità ed indubbie competenze.

 

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