Concorso DSGA, l’immutato inganno: ti nomino, ti uso e ti getto. Lettera

di redazione
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Inviato da Paola Neri – Alea acta est. Ecco servito il tanto acclamato concorso per DSGA.

La bacchetta magica barattata con i diritti e la dignità dei DSGA incaricati e facenti funzioni. Nell’olimpo della politica italiana e dei sindacati non ha accesso il carro della giustizia che porta il riconoscimento dell’esperienza e delle competenze acquisite a qualunque titolo nel ruolo di DSGA nelle scuole.

E,  diciamolo pure, il regolamento del bando ha voluto essere ancora più incisivo nel non riconoscimento, quasi come a prendersi gioco di chi ha svolto quel ruolo, finora, da “supplente”. Viene calpestata la dignità di tanti lavoratori. Si, perchè dietro la pomposa sigla di DSGA  facenti funzioni ci sono lavoratori.

Uomini e donne che, senza supporti esterni e con costante autoformazione, lavorano su temi di amministrativo-contabili, legislazioni varie, sicurezza, gestione risorse umane, per dirne qualcuno.

Ma, evidentemente, i lavoratori non valgono quanto una più ampia schiera di candidati a un concorso sui cui si conta per trarre profitto dai corsi di preparazione e dalle tessere  sindacali.

Fra poco è Natale, spero che il buon Gesù regali uno specchio a tutti  quanti, che rifletta l’immagine della propria coscienza.

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