Concorso anche per Dsga facenti funzione, Anief scrive al ministero

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Comunicato Anief – Con una lettera del presidente Marcello Pacifico, il sindacato autonomo si è rivolto al dicastero di viale Trastevere perché si bandisca al più presto un corso-concorso anche per il personale amministrativo facente funzione come Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi: un ruolo superiore che ha ricoperto per anni con professionalità, assumendosi enormi responsabilità, consentendo agli istituti di funzionare, in cambio di compensi irrisori.

Nel proporre un metodo di reclutamento che “non pare illogico né particolarmente innovativo”, l’Anief cita posizioni favorevoli a tale procedura espresse dai Tribunali, dalla Corte Costituzione e dal Consiglio di Stato, nonché la normativa vigente: tutte espressioni che danno pieno sostegno alla stabilizzazione del personale che nel corso degli anni ha dimostrato di avere fatto proprie le competenze utili a ricoprire un ruolo professionale diverso da quello dove è formalmente collocato.

Marcello Pacifico (Anief): “Il legislatore ha più volte riservato concorsi riservati al personale della scuola per assicurare la stabilità dello stesso nelle istituzioni scolastiche: è giunto il momento di porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali e ridurre il ricorso a contratti a termine, autorizzando anche la possibilità di bandire concorsi ordinari con cadenza biennale. Come si fa ad opporsi a dei dipendenti che, dinanzi alla possibilità di fare quella che una volta si chiamava ‘carriera interna’, hanno ricoperto incarichi complessi acquisendo complesse competenze professionali, ma anche facendosi carico di serie responsabilità civili e penali”.

Dire no all’assunzione dei facenti funzione Dsga significa negare il buon senso. E anche delle norme vigenti. A partire dall’articolo 1 della Legge n. 241/90, la quale cita il principio di efficacia tra quelli che devono reggere l’azione amministrativa, un concetto che implica il raffronto tra i risultati programmati e quelli raggiunti. E gli esiti positivi delle visite ispettive dei revisori dei conti inviati ciclicamente nelle scuole dal ministero dell’Istruzione e dal Mef certificano senza ombra di dubbio tali competenze: una capacità operativa comprovata, che ora sarebbe il caso di riconoscere anche formalmente.

Nella missiva inviata al ministero dell’Istruzione, il giovane sindacato ricorda anche che la stessa Corte costituzionale ha sì “chiarito che il concorso pubblico rappresenta, nel rigoroso rispetto del principio di imparzialità, il metodo migliore” per scegliere il personale, ma ha anche “statuito la facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del concorso pubblico quando esse siano funzionali “alle esigenze di buon andamento dell’amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle” (Corte Cost., 10 novembre 2011 n. 299)”.

Anief ricorda anche che Il Tribunale amministrativo del Lazio (T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III Bis, 4 aprile 2017, n. 4192), dopo avere premesso che in termini generali l’assunzione nella pubblica amministrazione avviene attraverso una procedura concorsuale, ha anche rimarcato che “le disposizioni speciali in materia di ‘stabilizzazione’ confermano la volontà del legislatore di porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi come effetto dell’utilizzo del lavoro flessibile per esigenze permanenti legate al fabbisogno ordinario, situazioni assimilate a forme di precariato ritenute poco compatibili con i principi che sono alla base dell’organizzazione e del funzionamento delle amministrazioni”.

Come pure il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1218 del 20 marzo 2008, ha affermato, con riguardo a diversa fattispecie, che sussiste “la possibilità di bandire concorsi interamente riservati al personale interno, ma solo nei casi di posizioni funzionali strettamente correlate alla professionalità acquisita nel corso del servizio”. La realizzazione di tali indicazioni si esplicherebbe con un concorso straordinario interno senza prova preselettiva, come chiesto dall’Anief anche con un suo emendamento alla bozza della Legge di Bilancio 2021: in tal modo i facenti funzione, con competenze acquisite dal servizio sul campo, andrebbero a coprire tutti i posti vacanti.

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