Concorso DS, una questione morale e di diritto!!! Lettera

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Inviato da Rocco Pille – Tra i diversi interessi, che sono di parte, lo Stato deve staccarsi e applicare il principio di giustizia e legalità.

Sarebbe interesse stesso del Miur applicare questi principi per realizzare, fattivamente, uno Stato di diritto. Con ciò voglio dire che è alla portata di tutti che il concorso, che doveva essere nazionale, ha avuto una correzione e una valutazione diversa da parte delle diverse commissioni. Sembra che non sia stata applicata una griglia di valutazione, ma griglie contrastanti. Quindi, alla luce dei risultati, un ministero responsabile avrebbe dovuto difendere la correttezza e non avallare, pur riconoscendo queste disparità, il sistema mal creato. Correzione poco limpida, anonimato violato e altro…sono queste le frasi che caratterizzano questo concorso.

Lo Stato, padre di famiglia, deve dare dei riferimenti chiari, di giustizia, principalmente.

La sentenza di un giudice può solo pronunciarsi su fatti provati, non può entrare in merito delle valutazioni o questioni che è quasi impossibile verificare.

Ripeto, difronte all’evidenza di un sistema che non ha selezionato per meriti ma per fortuna in moltissimi casi, uno Stato responsabile deve rivedere qualcosa in autotutela. Invece sembra che l’importante sia eludere, trovare pezze giustificative e andare avanti. A livello morale è molto pesante vedere questo.

Sembra che il Miur, pur riconoscendo che il sistema non rispetta i diritti dei partecipanti alla selezione, voglia lo stesso trovare il modo per superare la sentenza del 2 luglio. Se dallo Stato vediamo questo, cosa ci dobbiamo aspettare, come possiamo credere nelle selezioni? Sembra. Piuttosto, più un atteggiamento di una parte interessata e non dello Stato che deve avere come obiettivo, sempre, la correttezza verso i cittadini.

Mi spiace anche ascoltare quotidianamente alcune associazioni o sindacati con affermazioni sconvolgenti come ad esempio:

– siccome servono i dirigenti perché le scuole sono scoperte…..

Rispondo che: se il problema è dare un dirigente a ogni scuola si dovrebbe allora costruire una graduatoria per titoli. Se invece c’è una selezione, questa deve essere corretta. O si fa la selezione o non si fa. La via di mezzo è ingiusta.

– i vincitori hanno studiato, hanno fatto tanti sacrifici……

Rispondo: ma perché, chi non lo ha illegittimamente superato non ha fatto sacrifici? Qual è il criterio di selezione? Chi più sacrifici fa deve passare?

Quindi, quando lottano queste organizzazioni sono questi i principi che li ispirano?

Se così è mi sento molto sfiduciato per noi e i nostri figli, è un’Italia che non mi piace.

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