Concorso DS: tutti perdenti! Lettera

Lettera

Inviato da Simonetta Romano – Cosa é accaduto il 2 luglio scorso? Il TAR ha annullato le correzioni delle prove scritte del Concorso DS a causa di incompatibilità di tre commissari.

Sentenza storica! Tutto da rifare! Ha detto qualcuno. Impossibile!Scuola nel caos! Ha risposto qualcun altro.

Intanto fiumi di lettere di ricorsisti e idonei che hanno sostenuto e superato anche l’orale, gli uni contro gli altri. È guerra aperta a suon di lettere pungenti alle redazioni di tutte le testate specialistiche, di post chilometrici su facebook in cui i commenti aprono dissapori insanabili o di interventi anonimi e selvaggi sul forum mininterno in cui si è liberi di sparare a zero!

Chi ama la Scuola (con la S maiuscola) resta sbigottito e attonito a guardare l’enorme e pesante macchina del MIUR mentre si muove goffamente, barcamenandosi verso una meta che sembra sempre più una chimera. Poi d’improvviso il TAR e il CDS, come dii ex machina, entrano in scena a risolvere o demolire (dipende dai punti di vista) ogni cosa. Mentre tutto ciò accade gli attori litigano per avere la parte principale, si prendono per i capelli, si insultano con improperi e si lanciano offese con lingue pungenti come lame affilate. Chi sono costoro? Docenti delusi, avviliti, stremati da anni di studio e sacrifici, da beghe amministrative e politiche in cui sono finiti, docenti che hanno smesso di collaborare tra loro per farsi guerra con ricorsi, lettere aperte, comitati ecc . Perché? Perché in Italia c’è sempre qualcuno che interpreta le leggi a modo suo! Tanto, in un modo o in un altro, tutto si sistema!

Docenti, futuri Ds, aspiranti Ds non sprecate le vostre energie in battaglie sterili tra voi…piuttosto impegnatevi a debellare questa cultura, purtroppo tutta italiana. La legge rende liberi, il rispetto della legge (ad ogni livello della nostra vita) dà la possibilità a se stessi e al prossimo di migliorare!! Spetta a voi cambiare la cultura di una nazione. Nelle vostre mani è il futuro dell’Italia!

E mentre tutta la scena si affolla di litiganti, il pubblico si dilegua non riconoscendosi più come appartenente alla stessa comunità. Tra la folla, a testa bassa, bambini e bambine, alunni ed alunne vanno via, gli stessi che si aspettano dagli adulti grandi esempi, prima ancora di grandi insegnamenti!

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