Concorso a DS. Il MIUR esca allo scoperto sulla sentenza del Consiglio di Stato

di redazione
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associazione ADI – Al MIUR nessuno parla, nessuno sa niente, se chiedi ti rimbalzano da un ufficio all’altro. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dell’11 gennaio u. s. che butta pesanti ombre sul concorso a dirigente scolastico, il MIUR tace, non entra nel merito, incapace di assumersi, una volta tanto, le proprie responsabilità.

associazione ADI – Al MIUR nessuno parla, nessuno sa niente, se chiedi ti rimbalzano da un ufficio all’altro. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dell’11 gennaio u. s. che butta pesanti ombre sul concorso a dirigente scolastico, il MIUR tace, non entra nel merito, incapace di assumersi, una volta tanto, le proprie responsabilità.

E’ un concorso decisivo per la scuola italiana. E’ stato il primo punto che l’ADi ha sottoposto all’attenzione del nuovo Ministro: la richiesta di intervento sui tanti aspetti ancora oscuri del concorso a dirigente scolastico. Ma buio pesto.

Ecco cosa dice la sentenza del Consiglio di Stato:

l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato – per un verso – il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e – per altro verso – l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, gli appellanti dottori Giacalone, Tilotta, Caruso, Brancati, Falco e Bellitti avrebbero potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali. Considerato, tuttavia, che dall’esame degli atti di causa emerge che tale probabilità sussistesse solo per gli appellanti dinanzi richiamati (i quali avevano totalizzato da 75 a79 punti, a fronte degli 80 necessari per essere ammessi alla prova scritta), e non anche per gli altri appellanti, i quali avevano riportato punteggi inferiori”.

Così dopo avere eliminato, sotto costanti pressioni di cui siamo stati i primi artefici, quasi 1000 quiz sbagliati sui 5000, ci troveremmo di fronte al fatto che anche nei 100 estratti ci sarebbero almeno 5 risposte errate.

Ma c’è qualcuno al MIUR che si renda conto che la selezione in ingresso è il solo vero fondamentale strumento per avere personale qualificato nella scuola, siano essi dirigenti o docenti? Non si è ancora afferrato questo elementare principio? E ci si continua a trastullare con Valorizza 2, che sarebbe la risposta alla richiesta europea di valorizzazione dei docenti? “Ma mi faccia il piacere”, direbbe Totò.

Coloro che per questo concorso studiano da anni hanno il diritto di avere una parola decisiva da parte del Ministro, anche se è stato estraneo alla fase precedente.

Dal proprio Ministro, non da altri, la scuola italiana ha diritto di avere risposte.

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