Concorso DS, chi è senza peccato scagli la prima pietra

Di Lalla
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Gennaro Capodanno – Ripropongo con questo mio intervento un articolo che ebbi a scrivere in data 27 novembre 2006, vale a dire circa cinque anni addietro, in occasione delle polemiche che nacquero tra i partecipanti al concorso ordinario bandito nel 2004 e gli ammessi a quello riservato, bandito nel 2006, nel quale articolo, del quale c’è ancora traccia sui siti internet si anticipava la soluzione che fu poi trovata. In pratica, alla fine, furono sistemati tutti coloro che si trovavano inseriti nelle graduatorie del concorso ordinario, sia i partecipanti pleno iure sia i cosiddetti riservisti, in base all’oramai famoso comma 619 dell’art. 1 della legge finanziaria del 2007 che così recitava:

Gennaro Capodanno – Ripropongo con questo mio intervento un articolo che ebbi a scrivere in data 27 novembre 2006, vale a dire circa cinque anni addietro, in occasione delle polemiche che nacquero tra i partecipanti al concorso ordinario bandito nel 2004 e gli ammessi a quello riservato, bandito nel 2006, nel quale articolo, del quale c’è ancora traccia sui siti internet si anticipava la soluzione che fu poi trovata. In pratica, alla fine, furono sistemati tutti coloro che si trovavano inseriti nelle graduatorie del concorso ordinario, sia i partecipanti pleno iure sia i cosiddetti riservisti, in base all’oramai famoso comma 619 dell’art. 1 della legge finanziaria del 2007 che così recitava:

" In attesa dell’emanazione del regolamento di cui al comma 618 si procede alla nomina sui posti previsti dal bando di concorso ordinario a dirigente scolastico indetto con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale – n. 94 del 26 novembre 2004, e, ove non sufficienti, sui posti vacanti e disponibili relativi agli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009, dei candidati del citato concorso compresi i candidati in possesso dei prescritti requisiti ammessi con riserva a seguito di provvedimento cautelare in sede giurisdizionale o amministrativa che abbiano superato le prove di esame propedeutiche alla fase della formazione con la produzione da parte degli stessi di una relazione finale e il rilascio di un attestato positivo da parte del direttore del corso, senza effettuazione dell’esame finale previsto dal bando medesimo. Si procede, altresì, sui posti vacanti e disponibili a livello regionale relativi al medesimo periodo, alla nomina degli altri candidati che abbiano superato le prove di esame propedeutiche al corso di formazione del predetto concorso ma non vi abbiano partecipato perché non utilmente collocati nelle relative graduatorie; questi ultimi devono partecipare con esito positivo ad un apposito corso intensivo di formazione, indetto dall’amministrazione con le medesime modalità di cui sopra, che si conclude nell’anno scolastico 2006/2007; le nomine di cui al presente comma, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono conferite secondo l’ordine della graduatoria di merito ".

Con questo comma, che non scandalizzo allora nessuno dei sindacati e delle associazioni di categoria, anzi fu accolto da tutti con grande entusiasmo, nonostante che facesse riferimento, si badi bene, non a sentenze passate in giudicato ma a provvedimenti cautelari, vale a dire a provvedimenti di sospensiva per lo più emessi dai TAR, che allora, si diceva, che si ottenessero con una certa facilità, la stessa con la quale poi i ricorsi
venivano rigettati con sentenza, i posti originari messi a concorso, che erano 1.500, in pratica si moltiplicarono a dismisura, consentendo a migliaia di docenti, che non avevano raggiunto nella fase selettiva il punteggio minimo per sostenere le prove scritte ed orali, di parteciparvi, in aggiunta agli aventi diritto a pieno titolo, risultando poi anch’essi vincitori di quel concorso.

Oggi, paradossalmente, molti di quei dirigenti che non avrebbero avuto i requisiti per diventare tali, se si fossero rispettate le regole indicate nel relativo bando, sono iscritti alle stesse associazioni che sposano le tesi degli idonei alla recente prova preselettiva del concorso in atto, parlando, riferendosi ai ricorsi dei non idonei, di un uso distorto di uno strumento che doveva essere di garanzia e che invece si sta trasformando in un’impropria sede di appello contro ogni decisione sfavorevole, cosa che appunto avvenne anche nel precedente concorso.

Ma dov’erano le associazioni ed i sindacati quando nel 2006 si mortificarono i diritti di coloro che o non avevano presentato la domanda perché sapevano di non possedere titoli sufficienti per superare la selezione prevista dall’art. 10 del bando o, rispettando le regole, una volta che non avevano superato tale fase, decisero di non presentare ricorso?

Da quel peccato originale nascono, a mio avviso, tutti i problemi del concorso in atto, perché vale anche in questo caso la "teoria delle finestre rotte" ed avendo rotto una volta il meccanismo del rispetto delle regole, senza provvedere a ripararlo se non con la più classica delle toppe, si consente oggi, ma ciò accadrà anche in futuro, a chiunque di poter emulare un simile comportamento, ricorrendo a tutti i meccanismi che è possibile legittimamente utilizzare per poter raggiungere il proprio scopo.

Dunque, rimanendo in tema di finestre rotte, chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Articolo scritto il 27 novembre 2006

Aspiranti dirigenti scolastici: un finale da favola

Nella polemica in corso tra i docenti che hanno partecipato al corso-concorso ordinario e quelli che si apprestano a partecipare al concorso riservato per presidi incaricati, non si comprende, al di là della facciata, i sindacati da che parte stanno. In apparenza sposano le tesi, pur valide, dei presidi incaricati, i quali pongono sul piatto della bilancia l’esperienza maturata sul campo che certamente non possono far valere la maggior parte di coloro che hanno superato le prove selettive del corso-concorso, tra i quali molti ammessi con riserva, in attesa delle sentenze della magistratura amministrativa e con la speranza di veder sanata la loro situazione, del tutto anomala, con qualche modifica alla finanziaria. Chi, come me, ha seguito tutto ciò che è accaduto nel concorso ordinario, con speciale riguardo alle regioni del sud, ed in Campania, in particolare, ha potuto osservare che tra coloro che sono stati ammessi al corso preparatorio del concorso ordinario vi sono molti sindacalisti e parenti stretti di questi ultimi, oltre a tanti distaccati presso gli uffici scolastici ed Enti in qualche modo collegati al ministero, senza considerate i numerosi pubblici amministratori e parenti di vertici di associazioni di categoria. Niente di nuovo s’intende. Nella maggior parte dei casi, per chi conosce l’ambiente. basta spulciare gli elenchi degli ammessi per capire come sono andate le cose, in ordine alle quali esistono peraltro denunce con relative indagini in corso. A questo punto s’incorre evidentemente in un palese "conflitto d’interessi", che potrebbe far pensare ad un intervento sindacale di mera facciata con l’applicazione della tanto vituperata "politica dei due forni": da un lato si fiancheggiano le iniziative dei presidi incaricati, dall’altra si portano avanti, con l’avallo dei partiti politici, anche le iniziative per l’assunzione, quali dirigenti scolastici, di tutti coloro che hanno superato le prove selettive del corso-concorso, riservisti compresi. Il tutto da inglobare in un’opportuna modifica della finanziaria all’esame del Senato della Repubblica. Col classico finale da favola: tutti vissero felici e contenti. E per quanti aspettavano il nuovo concorso ordinario? Tempi lunghi! Con tutte queste istanze da evadere, la nuova procedura non potrà vedere la luce prima del 2010.

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