Concorso docenti: valutare i docenti sulla base della progettualità è come valutare un politico sul programma elettorale. Lettera

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Gentile Redazione, scrivo un'ulteriore lettera per denunciare nuovamente la schizofrenia del concorso a cattedra cui siamo chiamati a sostenere.

Gentile Redazione, scrivo un'ulteriore lettera per denunciare nuovamente la schizofrenia del concorso a cattedra cui siamo chiamati a sostenere.

La questione riguarda sempre la tipologia dei quesiti, entro la quale si nasconde e si svela allo stesso momento tutta l'assurdità e la poca trasparenza di questo concorso. 

I quesiti che continuano ad uscire hanno tutti un'impronta metodologico-didattica molto vaga e priva di riferimento alla realtà. La metodologia didattica al di fuori di un contesto reale è pura allucinazione.

E pensare di poter valutare le capacità metodologico-didattiche dei docenti sulla base di quesiti che si riferiscono a situazioni ipotetiche è francamente un lavoro schizofrenico.

Non mi metterei mai nei panni dei  poveri esaminatori. Esprimere dei giudizi valutativi sulla metodologia a prescindere da un effettivo riscontro reale è come giudicare un politico sulla sua capacità di scrivere i programmi elettorali piuttosto che sulle sue azioni concrete.

A ciò occorre aggiungere che la progettazione didattica è un lavoro riflessivo che richiede tante ore e tanti materiali da consultare, sezionare, sviscerare ecc. Il docente non risolve la sua professionalità nella progettazione, pur essendo essa una parte fondamentale.

I corsi abilitanti, con tutti gli esami che prevedono, sono già di per sé sufficienti a certificare la capacità progettuale di un docente. Detto in altri termini, i docenti che si sottopongono a questo concorso sono già ampiamente selezionati e ritenuti idonei all'insegnamento.

Quello che devono sopportare in questi giorni è una pesante consapevolezza dello svilimento della loro professione.   

Perazzelli Patrizio

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