Concorso docenti: tempi, partecipanti e prove d’esame. Il punto

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red – Facciamo il punto della situazione sul concorso per gli insegnanti, tra dichiarazioni ufficiali e notizie ufficiose. Quale sarà la tempistica? Chi potrà partecipare? Come avverrà la distribuzione dei posti? Quali saranno le prove d’esame?

red – Facciamo il punto della situazione sul concorso per gli insegnanti, tra dichiarazioni ufficiali e notizie ufficiose. Quale sarà la tempistica? Chi potrà partecipare? Come avverrà la distribuzione dei posti? Quali saranno le prove d’esame?

Tempi

Giorno 24 settembre il bando, ad ottobre la preselezione, a gennaio la prova scritta, quindi la prova orale e a luglio 2013 i risultati con le graduatorie per accedere al ruolo dal primo settembre 2013. Andiamo oltre, a questo primo bando seguirà un secondo entro maggio 2013, disciplinato dalle nuove regole di reclutamento, attualmente in fase di preparazione. Quindi i concorsi saranno banditi con scadenza biennale.

Chi potrà partecipare

Innanzitutto, tutti coloro che appartengono alle classi di concorso coinvolte. Infatti, a quanto pare, saranno coinvolte quelle per cui vi è maggiore carenza di posti.
Inoltre, saranno ammessi coloro che hanno l’abilitazione all’insegnamento conseguita entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda. Ma anche, per la primaria, chi ha titoli di studio conseguiti al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002. Mentre per i posti della scuola dell’infanzia, possono partecipare coloro che sono in possesso del titolo di studio conseguito al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale, ovvero dei corsi quadriennale o quinquennale sperimentale dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002. Per medie e superiori possono partecipare quanti «alla data di entrata in vigore del D.I. 24 novembre 1998, n.460» erano già in possesso di un titolo di laurea, ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, gli ISEF, che alla stessa data di entrata in vigore del suddetto decreto consentivano l’ammissione ai concorsi ordinari. O coloro che abbiano conseguito quei titoli entro l’anno accademico 2001-2002, se si tratta di corso di studi quadriennale o inferiore; entro l’anno accademico 2002-2003, se si tratta di corso di studi quinquennale; entro l’anno accademico 2003-2004, se si tratta di corso di studi esennale.
Si tratta dei requisiti previsti dal Decreto Interministeriale 460/98 , il quale prevede inoltre all’art. 4 "Possono partecipare anche i docenti non in possesso dell’abilitazione, qualora non ci fosse un numero sufficiente di abilitati (3 volte i posti disponibili)"
Ma la questione non è ancora definita. Infatti, è proprio questo il nodo più spinoso che in questi giorni tiene in ansia migliaia di docenti. Il sistema di calcolo infatti non è noto, non è chiaro infatti se tale parametro va assunto a livello regionale o provinciale (qualche voce parla di contingente provinciale nella distribuzione dei posti messi a concorso), e se il parametro è da applicare in relazione al numero delle domande pervenute per classe di concorso (e quindi ipotizzare una riapertura del bando ai non abilitati in considerazione di un numero di abilitati non sufficiente), oppure varrà il numero dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (al quale come sappiamo bisognerà aggiungere il gruppo di coloro che per varie vicissitudini nel corso degli anni ne sono rimasti esclusi). In quest’ultimo caso bisognerà considerare la particolare struttura delle graduatorie ad esaurimento che consente ad un docente di essere inserito in più graduatorie. Qualora si assumesse tale parametro in realtà uno stesso docente sarebbe contato più volte ma poi in realtà andrebbe ad occupare un solo posto.

Quota giovani

Uno dei mantra di questo concorso è che dovrà dare spazio ai giovani. Così, secondo quanto riferito dal quotidiano "Il Messaggero", sarebbe al vaglio del Ministero un meccanismo che dovrebbe riservare ai giovani una quota di posti al prossimo concorso. Starebbero pensando ad una percentuale under 30 tra il 10 e il 15%. Una soluzione che, se applicata, scatenerebbe delle polemiche.

Come avverrà la distribuzione dei posti?

Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero", nel concorso non saranno coinvolte tutte le classi di concorso, ma una trentina, quelle per cui vi è maggiore carenza di posti. Con molta probabilità riguarderanno soprattutto le regioni del Nord, mentre la distribuzione tra gli ambiti scolastici (infanzia, primaria, secondaria I e II grado) sarà equa.

Quali saranno le prove d’esame?

Secondo le dichiarazioni del Ministro e indiscrezioni le prove si divideranno in: preselezione, prova scritta e prova orale

Preselezione

I candidati affronteranno una prova con l’obiettivo di accertare le capacità logiche e di comprensione del testo. Sarà pubblicata una banca dati attraverso il sito del MIUR e, come per il concorso a Dirigente, la prova si baserà su una scelta di domande pescate dalla banca dati. A quanto pare ci saranno anche domande a risposta multipla di informatica e di lingue e una buona quantità di domande verterà sull’analisi del testo e sulla logica, oltre che sulla cultura generale.
La prova consisterà in 50 quesiti a risposta multipla ai quali si dovrà rispondere in 50 minuti. Il candidato potrà accedere alla prova scritta se avrà risposto correttamente a 40 quesiti.

La prova scritta

Come per la precedente, anche questa prova sarà unica su tutto il territorio nazionale, ma distinta per classe di concorso. Secondo le indiscrezioni riportate, non ci sarà più il "temone", ma sarà strutturato in una serie di quesiti a risposta aperta. Sarà obbligatoria la prova di conoscenza dell’inglese per la scuola primaria. Si tratterà di una prova, dice il Ministro, "di competenze e di settore"

La prova orale

Anche qui grandi novità, parzialmente anticipate dal Ministro. Infatti la prova consisterà in una lezione simulata, della durata di 30 minuti su un argomento sorteggiato per ogni singolo candidato tre giorni prima alla prova.
A questa prova ne seguirà una seconda, il classico colloquio, della durata di 30 minuti.
La prova riguarderà anche le competenze informatiche e la conoscenza di una lingua straniera a scelta.
I docenti di materie scientifiche e tecniche dovranno anche sostenere una prova di laboratorio. Una prova pratica dovranno, invece, sostenere i docenti delle discipline artistiche, musicali e coreutiche.
Indiscrezioni, certo, che comunque delineano un quadro verosimile se si collegano alle dichiarazioni che nel corso del suo mandato ha gradualmente riferito il nostro Ministro.

Restiamo, comunque, in attesa di leggere il testo definitivo del decreto.

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