Concorso docenti sostegno, bocciature dovute a impreparazione dei candidati o alla procedura concorsuale? Il Ministro chiarisca

di redazione
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Il Coordinamento Specializzati Sostegno e l'Associazione Coordinamento Nazionale Tfa vogliono esprimere la loro incredulità e la loro profonda amarezza per i primi risultati relativi al concorso Sostegno, che si sta rivelando una vera e propria “carneficina” nei confronti di docenti che, per la prima volta in questo Paese, hanno conseguito questa specializzazione tramite un corso selettivo a numero chiuso, con posti calcolati su organico di diritto, estremamente contingentati rispetto all’attuale fabbisogno di cattedre, e dopo aver frequentato un corso con obbligo di frequenza della durata minima di otto mesi, con esami in itinere, tirocinio diretto, indiretto e prova finale. 

Il Coordinamento Specializzati Sostegno e l'Associazione Coordinamento Nazionale Tfa vogliono esprimere la loro incredulità e la loro profonda amarezza per i primi risultati relativi al concorso Sostegno, che si sta rivelando una vera e propria “carneficina” nei confronti di docenti che, per la prima volta in questo Paese, hanno conseguito questa specializzazione tramite un corso selettivo a numero chiuso, con posti calcolati su organico di diritto, estremamente contingentati rispetto all’attuale fabbisogno di cattedre, e dopo aver frequentato un corso con obbligo di frequenza della durata minima di otto mesi, con esami in itinere, tirocinio diretto, indiretto e prova finale. 

Si tratta di docenti specializzati in possesso, oltre che del titolo di sostegno, di un’abilitazione all’insegnamento, caratterizzata, nel caso del TFA I Ciclo, da un percorso analogo. Lo stesso corso di specializzazione, giova sempre ricordarlo, ha invece garantito il ruolo ai colleghi delle GAE, compagni di corso degli specializzati di II fascia.

Dai primi dati raccolti, le percentuali di bocciature si aggirano attorno al 45-50% tra il I e II Grado, pur trattandosi di dati solo parziali che potrebbero addirittura salire. Ben più grave la situazione per Infanzia e Primaria, dove solo la Regione Piemonte ha raggiunto in media il 65% di bocciature.

C’è qualcosa che non va, ci siamo detti più volte. Stesse parole ripetute dal massimo esperto di inclusione in Italia, Dario Ianes, che in un post su Facebook lascia anch’egli trasparire la sua indignazione. Ianes afferma, infatti, che se docenti iperspecializzati, anche con ottimi voti, non sono in grado di relazionare in maniera sufficiente su temi di argomentazione generale, come orientamento, continuità, apprendimento cooperativo, valutazione, ecc.., c’è qualcosa che non va; o più del 50% dei docenti specializzati non conosce i fondamenti del suo lavoro o la tipologia di concorso proposto non è quella giusta per selezionare il personale di cui la scuola ha immenso bisogno, e di questo le Commissioni sono complici.

La stessa argomentazione è stata ripresa dal Direttore dei Corsi di specializzazione per le attività scolastiche, Luigi D’Alonzo, che, con una lettera indirizzata al Sottosegretario Faraone, interroga il MIUR sui dati delle bocciature; tali bocciature, inoltre, chiamano indirettamente in causa il sistema di Formazione messo in campo dagli Atenei e di fronte a tale supposizione né i docenti né i Direttori dei Corsi possono tacere.

Siamo di fronte ad una vera e propria carneficina perpetrata senza scrupoli: incuranti del pregresso dei docenti valutati e delle peculiarità di un concorso gestito malissimo nei tempi e nei modi e che propone degli argomenti sui quali i docenti specializzati sono stati già valutati nel corso di specializzazione, le commissioni si rendono complici di tutto questo.

Non è bastato dover affrontare una prova scritta per così dire “al buio”, ovvero senza che fosse da subito disponibile una griglia di valutazione, di cui erano noti soltanto quattro indicatori generali, e che comunque presentava un evidente difetto di taratura del tempo rispetto alle richieste. Nemmeno è bastato, per i docenti di I e II grado, la disparità di trattamento rispetto ai docenti in lingua straniera che si sono giovati delle loro competenze, rispondendo alle domande in lingua sul velluto.

Doveva anche esserci, come sta accadendo, la derisione per un esame non superato dopo immensi sacrifici morali ed economici sostenuti, derisione che arriva da coloro ai quali quel medesimo titolo ha permesso di accedere direttamente al ruolo, senza ulteriori concorsi, nonché di valutare severamente e bocciare indiscriminatamente dei loro pari.

Se questo è il rinnovamento promesso dalla nuova classe dirigente del partito di maggioranza, non osiamo pensare ai danni che possano prefigurarsi negli anni a venire.

In questo momento di sconforto, ci rivolgiamo in primo luogo, alla massima carica istituzionale, il Ministro, da cui esigiamo delle risposte. Tali docenti non meritano di insegnare nella scuola pubblica perché non hanno passato questa tipologia di selezione o c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella selezione che impedisce a tutti i candidati di rendere al massimo? Se pensa, come noi già riteniamo, che qualcosa da correggere c’è, perché non provare ad ammettere che questo concorso non può essere nel futuro l’unica strada e che è necessario garantire l’assorbimento attraverso altri canali per i docenti abilitati e specializzati?

Numerose sono state le richieste preventive di questi Coordinamenti per una redistribuzione degli idonei su scala nazionale, al fine di non lasciare cattedre vacanti sul Sostegno, per tutte le ragioni su espresse ed essendo ogni anno stipulati numerosi contratti a non specializzati. Tutto ciò va a detrimento della sempre invocata continuità didattica e della qualità dell’inclusione che, nonostante tutti i piani straordinari, sono lungi dall’attuarsi e soprattutto, al momento, per demerito di questo concorso.

COORDINAMENTO SPECIALIZZATI SOSTEGNO II GI

Associazione Coordinamento Nazionale Tfa

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