Concorso docenti: si mette a rischio salute di commissari, vigilanti e candidati. Lettera

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inviata da Prof. Carlo Scibetta –  Nel volere bandire oggi i concorsi per docenti si dimentica che:

• Il mondo è fermo perché vi è in atto una pandemia.
• L’Italia è in piena emergenza sanitaria.
• Si mette a rischio la salute di commissari, vigilanti e candidati che si dovrebbero spostare non solo nella stessa regione ma, in moltissimi casi, anche in regioni diverse poiché previsti accorpamenti interregionali.
• Le risorse economiche previste per l’espletamento del concorso possono essere destinate a settori in crisi.
• I posti che si metterebbero a bando sono quelli attualmente occupati da docenti precari che insegnano da molti, troppi anni (3,4,5,6 o più), i quali hanno maturato una formazione in servizio pari a quella dei colleghi di ruolo.
• Questi precari dovrebbero cedere il posto, da loro occupato da tanti anni, a neo laureati ed eventualmente neo assunti con quello che è stato definito un “concorsino a crocette”.

Tutto ciò a me sembra surreale e fuori dal tempo che stiamo vivendo.

A mio modo di vedere, sarebbe opportuno invece:
• Assicurare continuità didattica bandendo un concorso per titoli che valorizzi il servizio svolto, utilizzando le attuali graduatorie d’istituto di II e III fascia i cui dati sono disponibili nel SIDI, costituire una graduatoria provinciale in automatico a cura dei vari USR e procedere alla immissione in ruolo già dal 1 Settembre 2020;
• A.S. 2020/21: anno di prova e formazione, colloquio finale abilitante e conferma in ruolo.
Si tratterebbe così di cristallizzare un diritto atteso da diversi anni da precari che tanto hanno dato alla scuola italiana, compreso e non ultimo, l’impegno nella didattica a distanza.

Procedere poi in fase successiva, dal 2021/22, all’organizzazione di un concorso ordinario.

Tutto ciò lo ritengo ragionevole e opportuno, specie e considerato il particolare momento di emergenza che si sta attraversando.

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