Concorso docenti, scrittura in stampatello e cancellature potrebbero essere motivo di annullamento della prova scritta?

Di Lalla
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Lalla – Nel nostro forum il dibattito sull’opportunità o possibilità di scrivere la prova per il concorso docenti in carattere stampatello anzichè in corsivo (abitudine sempre più in uso nella pratica quotidiana) era iniziato già prima delle prove, ma adesso è diventato motivo di preoccupazione perchè ci rendiamo conto che su questo punto le commissioni di vigilanza hanno fornito risposte le più varie. Lo stesso dicasi sulla possibilità di cancellature o segni.

Lalla – Nel nostro forum il dibattito sull’opportunità o possibilità di scrivere la prova per il concorso docenti in carattere stampatello anzichè in corsivo (abitudine sempre più in uso nella pratica quotidiana) era iniziato già prima delle prove, ma adesso è diventato motivo di preoccupazione perchè ci rendiamo conto che su questo punto le commissioni di vigilanza hanno fornito risposte le più varie. Lo stesso dicasi sulla possibilità di cancellature o segni.

Le testimonianze giunte in redazione ci segnalano risposte differenti da parte delle Commissioni alla richiesta sulla possibilità di poter utilizzate la scrittura in stampatello o di apportare cancellature sul foglio della bella copia

Abruzzo: nella mia classe non accettavano la bella copia con correzioni di nessun genere e quindi siamo stati tutti costretti a fare sia brutta che bella. Morale della favola: ho lasciato un quesito perchè dopo la mezz’ora abbondante dedicata alla copiatura (che doveva essere impeccabile!) non mi è rimasto il tempo di finire.

Torino – Le risposte che sono arrivate dalla commissione – sia dalle sorveglianti che ci riferivano, sia da componenti della commissione che per un paio di volte si sono fatti vedere in aula – sono state che potevamo TRANQUILLAMENTE scrivere in stampatello

Centro Italia – Inoltre ci è stato detto che nella bella era possibile fare delle correzioni, cancellando in modo che si leggesse quello che era sotto.

Roma – Vorrei far notare che il 18 febbraio ho sostenuto la prova per la classe A043 in una scuola di Roma: i candidati hanno posto proprio all’inizio la domanda sui segni di correzione nella bella: la risposta dei commissari è stata che la bella poteva tranquillamente contenere segni di correzione.

Ricordiamo a questo proposito la sentenza n. 1740 del 26 marzo 2012 la V Sezione del Consiglio di Stato, che si è nuovamente pronunciata sulla questione dell’apposizione di segni di riconoscimento sugli elaborati nei concorsi pubblici.

La sentenza è commentata su www.diritto.it , da cui estrapoliamo " A partire da tali considerazioni la giurisprudenza ha affermato che la regola dell’anonimato deve essere intesa nel senso che non deve essere presente nell’elaborato alcun segno che sia “in astratto” ed “oggettivamente” suscettibile di riconoscibilità.
Aderendo a tale orientamento, la sentenza annotata ha correttamente evidenziato che « ciò che rileva non è tanto l’identificabilità dell’autore dell’elaborato attraverso un segno a lui personalmente riferibile, quanto piuttosto l’astratta idoneità del segno a fungere da elemento di identificazione. Ciò ricorre quando la particolarità riscontrata assuma un carattere oggettivamente ed incontestabilmente anomalo rispetto alle ordinarie modalità di estrinsecazione del pensiero e di elaborazione dello stesso in forma scritta, in tal caso a nulla rilevando che in concreto la commissione o singoli componenti di essa siano stati, o meno, in condizione di riconoscere effettivamente l’autore dell’elaborato scritto ».
Sulla base di tali considerazioni la sentenza ha condivisibilmente concluso che la presenza di cancellature negli elaborati di un concorso pubblico non è configurabile come segno di riconoscimento.
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