Concorso docenti. Prove orali a porte chiuse: due docenti vincono il ricorso al TAR

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Il tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia nei giorni scorsi ha accolto i ricorsi presentati da due docenti che, superato lo scritto all’ultimo concorso, hanno svolto i colloqui a porte chiuse. Gli aspiranti docenti potranno ritentare il colloquio.

Intanto il ministero dell’Istruzione conta ufficialmente 432 impugnazioni, ancora pendenti, di coloro che volevano essere ammessi al concorso, come ci racconta Il Fatto Quotidiano.

I giudici del Tar hanno infatti accolto il ricorso, nonostante la costituzione in giudizio del Miur, “perché risulta fondata la censura relativa allo svolgimento della prova orale a porte chiuse, in quanto non è stato consentito l’accesso al pubblico”. Una circostanza quest’ultima che non è stata smentita dall’Avvocatura di Stato: “Lo svolgimento della prova orale – specifica il Tar – a porte chiuse contrasta con i principi che riguardano la pubblica amministrazione in genere. Secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale affinché un’aula o sala sia aperta al pubblico occorre che durante le prove orali di un pubblico concorso sia assicurato il libero ingresso al locale a chiunque voglia assistervi e, quindi, non soltanto a terzi estranei, ma anche e soprattutto ai candidati, sia che abbiano già sostenuto il colloquio, sia che non vi siano stati ancora sottoposti”.

Molti altri sono i ricorsi andati a buon fine contro le regole del concorso, secondo la CISL: riguardano docenti già di ruolo che aspiravano ad altra classe di concorso e docenti diplomati non in possesso di abilitazione, come gli insegnanti tecnico pratici o i diplomati magistrali con indirizzo linguistico.

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