Concorso docenti, prova orale. La traccia venga inviata a tutti per mail, è più comodo e “ambientalista”. Lettera

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inviata da Daniela Striano – Mi piace un concorso in cui la scuola pone il quesito della didattica e della pedagogia al concorrente al primo step. Mi dice che innanzitutto devo pormi il problema dell’insegnamento, della platea, del metodo, dell’inclusione. Tanti ammessi, tanti docenti preparati. La prova pratica, la sperimentazione, impegnativa ma centrata, divertente.

La lezione simulata, non può prescindere dalla progettazione didattica e infatti trascorrono 24 ore tra l’estrazione della prova e la discussione. Ma è proprio necessario che tutti dobbiamo recarci nel luogo del concorso a molti km di distanza due volte in 24 ore?

La mia sede d’esame è a 50 km, quindi dovrò percorrere 200 km in 24 ore. Ansia, traffico, mezzi pubblici inaffidabili. Un importante impatto emotivo su una prova che può significare la fine di un futuro da precario. Vogliamo parlare dell’impatto ambientale di questi spostamenti? Vogliamo parlare della disparità di trattamento per chi deve affrontare un viaggio fuori regione?

Mi piace questo concorso ma qualcosa si può ancora aggiustare.

Abbiamo i mezzi tecnici per dematerializzare l’attribuzione della traccia al concorrente, facciamo partire le e-mail con l’argomento da trattare e l’orario di convocazione tutte insieme e incontriamo la commissione una volta nelle 24 ore non due.

Certo è possibile attendere l’email anche adesso, ma quanti di noi pensano che possano dimenticarsi, inviarla tardi, che possiamo rimanere fuori dal concorso per un errore non nostro? Mettiamo a sistema e semplifichiamo.

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