Concorso docenti: non è scontato che si avvierà indispensabile ringiovanimento del corpo docente

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red – Il mantra che sta accompagnando gli annunci al concorso d’autunno è "largo ai giovani". Nel solco si introduce anche Gavosto, Direttore Fondazione Giovanni Agnelli, il quale afferma: "gran parte dei concorrenti saranno le «seconde file» delle graduatorie".

red – Il mantra che sta accompagnando gli annunci al concorso d’autunno è "largo ai giovani". Nel solco si introduce anche Gavosto, Direttore Fondazione Giovanni Agnelli, il quale afferma: "gran parte dei concorrenti saranno le «seconde file» delle graduatorie".

"A dispetto delle affermazioni del ministero, – afferma Andrea Gavosto in un intervento apparso sul quotidiano "La Stampa" – non è, però, scontato che con questo concorso sarà possibile avviare l’indispensabile ringiovanimento del corpo docente italiano. Il concorso difficilmente potrà, infatti, discostarsi dalle regole attuali, che privilegiano titoli e anni di insegnamento. Se poi l’accesso dovesse essere limitato a chi ha già l’abilitazione, come è stato dichiarato, l’esclusione dei più giovani sarebbe praticamente totale, perché pochissimi di costoro ne sono già in possesso, almeno fino all’andata a regime dei nuovi tirocini formativi."

"C’è quindi il rischio che alla fine, anche tramite concorso, i nuovi docenti in ruolo saranno selezionati largamente sulla base di un criterio di anzianità di servizio, analogamente a quanto avviene per le graduatorie provinciali. Di fatto, gran parte dei concorrenti saranno le «seconde file» delle graduatorie, – conclude – che pur essendo in lista da molti anni, non hanno ancora il punteggio sufficiente per essere chiamati. Della loro qualità sappiamo poco, perché provengono da percorsi formativi eterogenei e, pur avendo esperienza di insegnamento, spesso non sono mai stati valutati. Sappiamo di certo, però, che non sono particolarmente giovani: in media, intorno ai 41 anni."

Concorso docente, arriva la "quota giovani"?

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