Concorso docenti, mobilità, deleghe e contratto: cosa succederà nel 2017?

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L’ultimo dell’anno, la nostra redazione ha pubblicato l’annuale articolo sule sfide che attendono il mondo della scuola nel corso del nuovo anno, riportando i punti salienti dalla A alla Z.

2017, cosa ci aspetta: dal TFA, riforma reclutamento e 0-6 agli aumenti stipendiali. Tutti i punti salienti, dalla A alla Z

Restringiamo un po’ il campo e facciamo il punto su quelli che saranno i provvedimenti da porre in essere in questa seconda parte dell’anno scolastico.

Mobilità

Il 29 dicembre u.s., Miur e sindacati hanno trovato la “quadra” su quello che dovrebbe contenere il prossimo CCNI sulla mobilità per l’anno scolastico 2017/18.

Tra i punti salienti dell’accordo ricordiamo:

1. deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione (ciò vuol dire possibilità di trasferimenti per tutti, compresi i neo assunti);

2. possibilità di chiedere e ottenere trasferimento su scuola anche per i titolari di ambito (si possono esprimere al massimo 5 scuole);

3. possibilità di chiedere trasferimento per più province (quindi se non si ottiene il trasferimento nella provincia di residenza, ci si potrebbe comunque avvicinare ottenendo il trasferimento in un’altra provincia della regione);

4. equiparazione del servizio pre-ruolo a quello di ruolo ai fini della sola mobilità;

5. 40% dei posti vacanti e disponibili destinati alla mobilità (30% a quella territoriale, 10% a quella professionale).

Le parti hanno annunciato di voler chiudere il contratto entro il mese di gennaio.

Chiamata diretta

La suddetta intesa ha previsto soltanto che, in un accordo separato e contestuale al CCNI, saranno definite modalità e procedure per il passaggio dei docenti dagli ambiti alle scuole, secondo scelte che “valorizzino il Collegio dei docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale”.

Si punta, in sostanza, a regolamentare la chiamata diretta sulla base di criteri oggettivi e trasparenti. Il tutto però deve essere definito e la partita è tutt’altro che chiusa.

Delega 0-6

Si tratta di uno dei provvedimenti più attesi, insieme a quello sul nuovo modello di formazione e reclutamento del personale docente e sulla fase transitoria.

La delega, all’epoca della Giannini, sembrava in  procinto di veder la luce, ma poi tutti sappiamo com’è andata a finire, per cui i docenti di tale segmento di istruzione sono ancora in attesa.

La delega è molto importante non solo per le innovazioni, che dovrebbe apportare al sistema, ma anche per venire incontro alle aspettative dei docenti dell’infanzia esclusi dal potenziamento dalla legge 107/2015.

Per tale delega, come per le altre della legge 107, ci sono ancora 90 giorni di tempo.

Concorso

Il concorso 2016, com’è noto, è tuttora in corso, sebbene diverse procedure siano state completate.

I posti banditi sono stati oltre 63.000, ma sappiamo bene che vi sono stati, almeno nell’ambito delle procedure già concluse, numerosissimi bocciati.

A prescindere dal numero di bocciati e dalle polemiche che hanno caratterizzato questa tornata concorsuale, nel 2017 si dovrebbe scrivere la parola fine e tirare le somme.

Molti vincitori, nel corrente anno scolastcico, sono rimasti senza cattedra per mancanza di posti, vedremo cosa succederà il prossimo a.s., anche alla luce dell’incremento dell’organico dell’autonomia previsto dalla legge di bilancio 2017.

Auspichiamo che la promessa del Miur, nonostante il cambio al vertice, venga mantenuta e che i vincitori vengano tutti assunti nel triennio di vigenza delle graduatorie di merito.

Contratto

Il 30 novembre, Governo e sindacati hanno raggiunto un’intesa di massima per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, relativamente al quale sono state stanziate risorse per un ammontare di 3,3 milioni di euro.

L’intesa raggiunta prevede aumenti medi di 85 euro mensili, che a regime richiederanno un impegno di 5 miliardi di euro.

L’intesa dovrà adesso essere declinata nei singoli tavoli di contrattazione.

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