Concorso docenti: le migliori regioni sono Piemonte, Veneto e Lombardia

Di Lalla
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red – Un’analisi del prof. Antonello Venditti, il quale propone le regioni Piemonte, Veneto e Lombardia come le regioni con una più alta probabilità di immissioni in ruolo. L’articolo presentato non vuole avere pretesa di scientificità, ma di riflessione.

red – Un’analisi del prof. Antonello Venditti, il quale propone le regioni Piemonte, Veneto e Lombardia come le regioni con una più alta probabilità di immissioni in ruolo. L’articolo presentato non vuole avere pretesa di scientificità, ma di riflessione.

prof. Antonello Venditti – Chi sceglierà di fare il concorso in Piemonte, Veneto e Lombardia avrà una probabilità di entrare in ruolo nettamente maggiore rispetto a chi sceglierà le altre regioni. La nostra Italia è stupenda da cima a fondo e vale la pena visitare queste regioni che sono belle quanto la nostra.

Se entrerete in ruolo a Torino avrete anche la possibilità di far visita al piemontese Massimo D’Azeglio, del quale ricordiamo la celeberrima frase ad egli attribuita: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!”. Quale migliore occasione per offrire il nostro contributo, portando con noi anche coloro che sono a noi più cari?

A parte la vena patriottica e quella umoristica, ci sono ottimi motivi per scegliere queste regioni:

1) il numero di posti banditi è nettamente superiore rispetto al numero di pensionamenti previsti per il prossimo triennio (questa volontà politica ottenuta all’ultimo minuto otterrà, come già accaduto, l’effetto contrario: il miele attira gli orsi!).

2) il numero di aspiranti docenti di queste regioni è nettamente inferiore rispetto al numero di aspiranti delle altre.

3) non è garantito che nella prossima estate si bandirà un secondo concorso, perché il prossimo Governo, le cui elezioni sono previste nella prossima primavera, potrebbe decidere di stroncarlo sul nascere. Infatti, i concorsi costano e non dovrebbero essere autorizzati se ci sono dei freschi idonei da poter assumere “a costo zero”. Quindi, se questo secondo concorso non verrà bandito così presto come l’attuale Governo spera, non si potrà fare altro che scorrere le graduatorie del concorso appena bandito.

4) molti aspiranti che risulteranno vincitori in queste regioni faranno presto ritorno a casa propria e lasceranno posto agli altri aspiranti, che entreranno in ruolo per scorrimento della graduatoria. Pertanto, è ragionevole pensare che le graduatorie del concorso di queste regioni scorreranno molto più rapidamente rispetto a quelle delle altre regioni. Probabilmente si arriverà a scrivere nei decreti di nomina in ruolo: “graduatorie esaurite”.

Se qualcuno pensa che trattasi di ipotesi prive di fondamento formulate da un folle, tenete a mente gli elementi sui quali si basa la Gilda degli Insegnanti che ha appena deciso di impugnare il bando. Ecco qualche esempio: l’attuale normativa fissa in tre anni la durata delle graduatorie mentre il bando emanato da viale Trastevere la riduce a due anni; la legge stabilisce che l’abilitazione all’insegnamento viene assegnata attraverso il concorso, mentre secondo il bando il titolo può essere acquisito soltanto da chi prende il posto in cattedra.

In bocca al lupo a tutti i concorrenti!

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