Concorso docenti. Il futuro lavorativo dei candidati dipenderà dal libero arbitrio di commissari pagati 2 euro l’ora. Lettera

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Con molta amarezza sto seguendo le fasi di questo concorso e mi sono convinta che al peggio non ci sia un limite, forse al fondo non siamo ancora arrivati.

Con molta amarezza sto seguendo le fasi di questo concorso e mi sono convinta che al peggio non ci sia un limite, forse al fondo non siamo ancora arrivati.

Sono pienamente d'accordo con quei docenti e non docenti che, a gran voce, chiedono di fermare questa "farsa", propagandata con slogan trionfalistici come un concorso meritocratico e voluta da una classe (leggi casta) politica che ha la sua essenza nella superficialità e nell'arroganza.

E' palese che i burocrati che hanno redatto le domande, avvallate dal Ministro Giannini, non hanno la minima idea di come una unità didattica debba essere preparata, dei tempi necessari e delle molteplici variabili, date dalle diverse problematiche di una classe, che ogni volta un docente incontra.

Ancora una volta ci si dimentica dei ragazzi, degli studenti che non hanno bisogno di insegnanti abili in una rapida digitazione ma di persone che trasmettano loro passione, che li aiutino a crescere. I nostri ragazzi hanno bisogno di sostanza non del solito fumo, dove è sufficiente un pò di linguaggio specifico, magari infarcito di qualche parola in inglese.

Se è' corretto che i docenti esprimano in ogni lavoro che propongono i criteri di valutazione che applicheranno, perchè questi criteri scompaiono quando sono i docenti ad essere valutati.

Tutto dipenderà dal libero arbitrio dei commissari, che saranno pagati la stratosferica cifra di 2 euro all'ora (una vergogna!).

In ultimo la decisione di far partecipare i laureati, a concorso già iniziato, annulla e sotterra i sacrifici degli ultimi abiltati Tfa e Pas e evidenzia una differenza di trattamento davvero inaccettabile. Se un laureato può partecipare al concorso, perchè mai le graduatorie ad esaurimento non possono essere riaperte? In questo modo si rischia di creare la solita guerra tra "poveri"….

Quello che più mi fa male sono le parole espresse da molti partecipanti al concorso quando si appellano alla clemenza dei commissari per poter superare la prima prova e per mostrare all'orale il loro valore.

Sono convinta che come al solito i giochi siano già fatti e i vincitori saranno equamente divisi tra il "cerchio magico" dei partiti, delle università e dei sindacati. E' il momento per i docenti di alzare la testa, di far sentire e rispettare le proprie ragioni, di pretendere non una buona scuola ma una scuola migliore, di obbligare Premier e Ministro a una presa di coscienza e a una riflessione,  parole forse desuete per questo Governo ma che per molti hanno ancora valore.

Riconoscere i propri errori, i propri limiti non è un atto di debolezza ma di grande forza. In Giappone si dice che l'unica persona che può non inchinarsi davanti all'imperatore è l'insegnante perchè senza insegnante non può esserci neppure l'imperatore…..e in Italia?

MGGalimberti  

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