Concorso docenti: forse i commissari cercano nella prova scritta i contenuti? Lettera

di redazione
ipsef

Sarebbe opportuno ricordare a tutte le commissioni che stanno facendo strage di candidati (e soprattutto a quelle che si accingono a farlo), quanto previsto dall'Ordine del Giorno 9/02994-B/079 presentato da MALPEZZI:

Sarebbe opportuno ricordare a tutte le commissioni che stanno facendo strage di candidati (e soprattutto a quelle che si accingono a farlo), quanto previsto dall'Ordine del Giorno 9/02994-B/079 presentato da MALPEZZI:

La Camera,

premesso che:
l'articolo 1, comma 114 – del provvedimento in esame – bandisce entro il 1° dicembre 2015 un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente; fra i titoli valutabili in termini di maggiore punteggio verranno valorizzati il titolo di abilitazione e il servizio già prestato a tempo determinato;
le conoscenze nozionistiche e i contenuti disciplinari vengono ampiamente valutati in seguito al conseguimento della laurea e del titolo abilitante,

impegna il Governo

a considerare tra gli argomenti oggetto di valutazione del prossimo concorso – di cui all'articolo 1, comma 114 – i contenuti didattici, metodologici e pedagogici e ad escludere la valutazione delle conoscenze nozionistiche e disciplinari già valutate in seguito al conseguimento della laurea e del titolo abilitante.

Se le commissioni (spesso attempate e in ruolo senza aver mai seguito un corso abilitante) pensano di trovare contenuti nelle risposte, faranno bene a rileggere l'ordine del giorno e quanto richiesto dai quesiti.
Per evitare di essere sommersi da domande di accesso agli atti e da ricorsi. Ma soprattutto perché con questo concorso stanno decidendo della vita di migliaia di persone.
Mi associo, in conclusione, alla riflessione del prof. Dario Ianes. Come mai le università ci hanno abilitato a pieni voti ed i nostri colleghi, invece, non ritengono questa preparazione soddisfacente a superare il concorso?

Marco D'Errico

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