Concorso docenti: le domande di storia sembrano pensate per eliminare una generazione dall’insegnamento. Lettera

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Qualcuno ha definito questo concorso una truffa. Ci auguravamo che non fosse così, abbiamo sperato che almeno il governo veramente volesse una buona scuola. Ma stamattina ci siamo accorti che non si tratta di un concorso truffa, ma di una volontà, per giunta chiara e precisa, contro una generazione.

Qualcuno ha definito questo concorso una truffa. Ci auguravamo che non fosse così, abbiamo sperato che almeno il governo veramente volesse una buona scuola. Ma stamattina ci siamo accorti che non si tratta di un concorso truffa, ma di una volontà, per giunta chiara e precisa, contro una generazione.

Ora non mi vengono a dire gli onorevo li del PD che ci lamentiamo perché non vogliamo fare i concorsi. Prima di dire questo leggessero le domande di Storia della prova di oggi. Domande fatte apposta per non essere comprese, per confondere, affossare la speranza di avere un lavoro dopo anni di studio, di sacrifici. Proprio così perché le abilità di un docente si misurano con una domanda sul warfare tra medioevo e prima età moderna.

Una classica domanda per un cruciverba, di quei giochi che devono costringere la persona a rinunciare. Per carità non stiamo dicendo che non ci dovevano chiedere nulla o fare quesiti facili: ma sul warfare quale docente si è mai soffermato nelle scuole. Un termine tecnico in inglese, messo in una domanda generale che poteva dire tante cose.

Una domanda che non si doveva e poteva proporre, eppure stamattina era su quella prova. Quale mente ha elaborato questo quesito? Consocono la didattica, i programmi scolastici, i manuali, la scuola? Chi di noi era un esperto in strategie militari?

Questa è la buona scuola delle competenze, delle abilità, dell'inclusione, questa purtroppo è la scuola delle umiliazioni, dello sfruttamento, delle strategie militari per tagliare fuori le persone dalla società. Ora si giustificheranno: qualcuno ha risposto. Avete ragione e bravi anche i colleghi.

Oggi un collega mi ha detto: io ho un gioco al computer su queste cose. Certo non sono stati bravi il MIUR e chi ha proposto una similie domanda, forse mentre l'elaborava non aveva capito che era un concorso per la scuola. Davanti a quei computer erano sedute persone, non enciclopedie dei saperi universali e dei warfare.

Il ministro Giannini, il presidente Renzi cosa pensano di questa domanda. La loro onestà intellettuale avrà una voce…….. Purtroppo la politica manca, abdica e questa domanda lo dimostra. Ma le persone che riflettono ci sono speriamo anche a livello istituzionale questa volta ci sia un ripensamento.

Gianfranco Frangipane

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