Concorso docenti. Anief: flop di adesioni degli abilitati, è conto alla rovescia per chi ha svolto 36 mesi e laureati

di redazione
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Anief – Comincia a prendere forma la triplice strada concorsuale voluta dal legislatore della Buona Scuola e facente capo alla cosiddetta fase transitoria che porterà alle nuove selezioni nazionali: è di poche ore fa la pubblicazione da parte del Miur del numero di partecipanti, quasi 50.000, al concorso per docenti abilitati della secondaria di primo e secondo grado, con il numero maggiore di domande presentato al Sud (23.476), seguito dal Nord (17.036) e dal Centro (9.389).

Tuttavia, la quota di partecipanti è solo in apparenza alta, perché oltre il 20% è composto da personale già di ruolo: inoltre, ci si aspettava un’adesione ben più alta se solo si considera che gli abilitati che puntano al ruolo sono almeno il doppio rispetto alle iscrizioni effettive.

Ricordiamo che l’iter del concorso per abilitati ha preso il via lo scorso dicembre con la firma del necessario decreto da parte della Ministra Valeria Fedeli e con la pubblicazione dello stesso decreto in Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 febbraio. “Hanno presentato domanda – ha fatto sapere il Miur – soprattutto candidate donne: sono 34.020. L’età media di chi ha fatto domanda di partecipazione è 43 anni. Potevano presentare istanza anche le e i docenti già di ruolo: ne sono pervenute 10.404. La maggior parte delle domande proviene da insegnanti specializzati sul sostegno nella scuola di II grado e abilitati in Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria di I grado. A seguire abilitati in discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado e scienze giuridico-economiche”.

Il Ministero dell’Istruzione conferma, infine, che nel corso dell’anno “seguiranno il bando per docenti iscritti nelle graduatorie di istituto non abilitati ma con tre anni di servizio almeno alle spalle e quello per i neo-laureati”. E qui viene il bello. Perché se è vero che “scalpitano” i non abilitati e i laureati, è altrettanto vero che chi verrà selezionato è atteso da un percorso tortuoso e senza alcuna garanzia di giungere all’arrivo: per i primi, che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, è previsto un concorso selettivo con due anni di Formazione iniziale e tirocinio, il cosiddetto Fit; per i secondi, privi di esperienze in cattedra almeno triennali, si apriranno le porte del nuovo “concorsone”, con gli idonei costretti a svolgere tre anni di Fit, con il primo biennio a stipendio bloccato a 400 euro al mese.

“Per i non abilitati e laureati – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – possiamo dire che è iniziata la grande attesa, che durerà, presumibilmente, almeno fino all’estate. In pratica, dopo l’esclusione di 20 mila laureati dal vecchio concorso, lo Stato ci riprova ma tante incognite stanno dando luogo al nuovo contenzioso. Anief, infatti, ha raccolto diverse migliaia di ricorsi per via delle esclusioni incomprensibili dal concorso docenti 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 16 febbraio scorso. Il problema di fondo è che l’amministrazione non ha ancora compreso che il dipendente precario dopo tre anni di supplenze va stabilizzato”.

“Invece, si continua a mantenere la politica del respingimento che non risparmia neanche l’ambito dei concorsi: basti pensare che i laureati avrebbero dovuto partecipare anche al precedente concorso a cattedra, invece in quell’occasione sono stati lasciati fuori, come se il loro titolo di studio avesse una valenza giuridica mutevole a livello temporale. Il risultato di questo bailamme organizzativo è che ci ritroviamo degli organici pieni zeppi di precari, con l’apice che si tocca per quelli di sostegno, i quali prevedono che un posto su tre vada a supplenza derivante dalla mancata trasformazione di posti in deroga nell’organico di diritto. Una condizione assurda, che – conclude il sindacalista autonomo – continua a farci patrocinare cause in difesa delle famiglie degli alunni disabili, riguardo le quali i giudici si esprimono in percentuali bulgare a favore del riconoscimento e della tutela del diritto negato agli alunni disabili, con tanto di risarcimenti adeguati”, conclude Pacifico.

Per tutti i docenti che necessitano di una preparazione accurata e completa al concorso riservato ai docenti abilitati, l’ente formativo Eurosofia, riconosciuto dal Miur, offre un ausilio costante: i corsi preparatori di Eurosofia, infatti, garantiscono l’opportunità di formarsi e di crescere professionalmente con metodologie all’avanguardia attraverso una programmazione strutturata e cadenzata delle attività. Per maggiori informazioni chiamare i numeri 091 7098311/357 oppure scrivere un’email all’indirizzo [email protected]

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