Concorso docenti abilitati: persi gli anni in cui il servizio non è di 180 giorni continuativi, è un’ingiustizia! Lettera

di redazione
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Alessandro Cavallaro – Sono un docente precario, da anni oramai, nella scuola secondaria. Farò, come tanti, il concorso docenti 2018 per abilitati di cui sono in corso le domande on line.

Vi scrivo per far presente un’ingiustizia notata da molti di noi docenti precari, giovani e maturi, riguardante il servizio richiesto per potervi partecipare.

Il bando recita e le relative FAQ ministeriali specificano che il servizio, per poter partecipare alla procedura,  dev’essere di 180 giorni continuativi . Ed è appunto su questa parola che mi soffermerò.

Tantissimi di noi, tranne chi ha la fortuna di aver un incarico annuale fino al 30 giugno, hanno supplenze spezzate, dove si passa da una scuola all’altra, da un grado all’altro, anche con giorni e mesi senza lavorare quando l’incarico finisce (primo stacco del contratto). Inoltre, quando si lavora fino all’ultimo giorno di scuola (inizi giugno), solo dopo qualche giorno ci sono gli scrutini delle classi relative (secondo stacco del contratto). Questo a me/ noi capita ogni anno! Tantissimi di noi lavoriamo un po’ di qua , un po’ di là: è la vita di noi docenti non di ruolo. Quest’anno addirittura mi è capitato uno stacco di contratto (terzo stacco) pur essendoci io in servizio fino all’ultimo giorno di dicembre prima delle vacanze natalizie e riprendendo sempre io il servizio l’8 gennaio: assurdo! Avrei potuto chiedere la disoccupazione durante le feste di natale. Assurdo!

Mi sembra dunque una grande ingiustizia, non poter far valere questi anni “spezzettati” (durante l’anno e a giugno con gli scrutini finali), come anni valutabili per il concorso, proprio perché non continuativi. Poiché centinaia di noi potrebbero non vedersi così valutato nessun anno scolastico nasce allora la domanda: ma se il mio anno di servizio è di 180 giorni ma è spezzettato (per la fine di un contratto o per gli scrutini di giugno), non ho lo stesso: spiegato, interrogato, fatto gli scrutini, uscite didattiche, programmato, etc. come un docente che abbia i 180 giorni continuativi?

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