Concorso docenti abilitati. Margherita, precaria: chi non prende un punteggio alto rischia di rimanere precario per dieci anni ancora

di redazione
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Margherita Stimolo coordinatrice del gruppo Sinergia Docenti, intervistata dal Corriere mette in rilievo un particolare importante del concorso riservato ai docenti in possesso di abilitazione, indetto con DG n. 85 del 1° febbraio 2018.

Il concorso si basa esclusivamente su una prova orale non selettiva. Ma il carattere non selettivo del concorso è solo apparente, in quanto i punteggi andranno a determinare la nuova Graduatoria di merito regionale (GMRE) e la posizione di ciascuno per il ruolo. E poiché non è dato sapere quanti anni saranno necessari, per ciascuna classe di concorso, per smaltire l’intera graduatoria, classificarsi nelle prime posizioni diventa indispensabile se si aspira al contratto a tempo indeterminato prima possibile. Inoltre, la nuova GMRE potrebbe incidere anche sui contratti di supplenza. Per il FIT infatti saranno utilizzate le cattedre vacanti e disponibili, che potrebbe andare a docenti che nella graduatoria di II fascia di istituto non erano in posizione utile per queste supplenze, facendo così “scivolare” i colleghi che invece hanno avuto questi posti.

Si consideri inoltre che la chiamata dalla graduatoria non corrisponde immediatamente al ruolo, ma si accede al FIT, con conseguente cancellazione dalle graduatorie in cui si è iscritti, e solo se si superà questo anno di tirocinio e formazione si è assunti a tempo indeterminato. Concorso abilitati: accedere al FIT significa rinunciare al ruolo e alle graduatorie. Promozione assicurata o beffa nel sistema?

Dice Margherita al CorriereIl concorso che stiamo per affrontare ha tanti limiti, ma sicuramente non è inutile. Oltre ai titoli, che vengono valutati per il 60%, considera il colloquio orale: si possono ottenere da 0 a 40 punti, un peso davvero alto visto che la maggior parte dei precari, esclusi quelli con pochissimo servizio, sarà racchiusa in un fazzoletto. Chi ovviamente avrà i punteggi più alti potrà essere nelle fasce alte delle graduatorie e avere una cattedra, gli altri resteranno in attesa a lungo. In più, l’anno di prova sarà irreversibile: per cui chi non lo supererà o non potrà portarlo a termine, sarà automaticamente fuori. E non esiste neanche un doppio canale provinciale e regionale: il concorso è su base regionale, chi non potrà spostarsi dovrà rinunciare

Dunque, la competizione per arrivare ai primi posti c’è, o perlomeno dovrebbe esserci, perché in realtà non è avvertita da tutti. Già il Corriere aveva intervistato un’altra candidata che in merito aveva risposto così ”

“Non serve a niente. Nessuno di noi sta studiando, promuoveranno tutti: questo concorso è una farsa”. Concorso docenti abilitati. Una candidata “nessuno di noi sta studiando, è una farsa. Bastava aprire la prima fascia”

Il sindacato Anief, estremizzando, ha lanciato l’allarme. “Purtroppo nella scuola non è una novità vincere un concorso e rimanere al palo per anni e anni – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ma stavolta si è stabilito un record. Tra l’altro, il personale sa bene che può incorrere in questo rischio ed ora si spiega anche perché, di recente, uno su quattro dei docenti abilitati non ha presentato domanda di partecipazione”.

Al momento le prove sono iniziate solo in Lombardia, le altre regioni sono in affanno per la ricerca dei commissari. Probabilmente non per tutte le regioni e le classi di concorso si farà in tempo per l’ammissione al FIT già dall’a.s. 2018/19 e così rischia di saltare un altro anno.

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