Concorso docenti abilitati 2018, revocare posti assegnati a non abilitati. Lettera

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Inviato da Maria Filomena Guarino – Le GMRE 2018 di Basilicata attendono che il proprio USR revochi l’accantonamento dei posti assegnati con riserva a docenti non abilitati.

La questione è stata già affrontata nel merito dal Tar Lazio, Terza Sezione Bis, con le sentenze n. 9261 e n. 9279 del 2019, secondo cui “…la partecipazione al concorso deve essere consentita a tutti coloro che non hanno mai avuto la possibilità di intraprendere un percorso abilitante “ordinario” (e, quindi, per tutte le classi per le quali non sia stato almeno astrattamente possibile conseguire l’abilitazione stessa in via ordinaria, ovvero all’esito di un percorso aperto ad ogni interessato)” e che “La domanda deve, invece, essere rigettata per i ricorrenti non rientranti nella citata categoria” per i quali, al contrario, non si estende il descritto giudicato di annullamento e il collegio non ritiene sussistenti adeguate ragioni per consentire la partecipazione a una procedura concorsuale in assenza del titolo abilitativo…”.

Da Luglio l’USR Basilicata non ha ancora preso una decisione e lascia tutti nel Limbo. Eppure basterebbe solo confrontare la data di laurea con le cdc istituite con il TFA Ordinario del 2014/2015.

A scuola si educa al rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri, ma quando siamo noi stessi a violarli? Vorrei ricordare, infatti, che molti colleghi si sono inseriti in un ricorso in cui si dichiarava di non aver potuto conseguire l’abilitazione perché laureatisi successivamente all’attivazione dei percorsi! Se l’ultimo percorso abilitante ordinario è stato bandito a maggio 2014 (con proroga di conseguimento della laurea al 31 agosto 2014) e tu hai conseguito la laurea a febbraio 2014, forse, dico forse, non hai sottoscritto il vero facendo ricorso… È una guerra tra poveri lo so, ma non è giusto che chi ha seguito un regolare iter venga penalizzato dai furbetti di turno e da chi non controlla la veridicità delle attestazioni.

Vorrei ricordare che la Corte costituzionale con sentenza n. 130 del 2019 ha rilevato che i percorsi abilitanti erano e sono finalizzati all’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali, necessarie sia a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall’ordinamento, sia a sviluppare e sostenere l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Dunque, in considerazione del principio di legalità, un bando di concorso non può consentire la partecipazione ad un concorso a coloro che non siano in possesso di uno dei requisiti previsti dalla normativa primaria o secondaria, ovvero che siano in possesso di un titolo diverso da quello richiesto, che non sia equiparato al requisito di partecipazione. Nel nostro caso il requisito è l’abilitazione! Questo non lo dico io: il Consiglio di Stato con sentenza n. 7789/2019 del 13/11/2019 ha stabilito che Il titolo abilitativo è congruo per la verifica della professionalità necessaria a svolgere le mansioni caratteristiche, per tipologia e livello, del posto di ruolo da ricoprire.

Dopo questa ulteriore conferma, spero che l’USR Basilicata dia finalmente esecuzione alla Sentenza del Tar Lazio, rendendo giustizia agli abilitati delle GMRE 2018.

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