Concorso docenti 2020, vincitori delle prove suppletive a rischio licenziamento. Il Ministero assicura intervento: “Emendamento al Decreto PNRR 4 per sanare la questione”

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si impegna a salvaguardare la posizione dei docenti vincitori delle prove suppletive dei concorsi banditi nel 2020, a rischio licenziamento a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 766/24.

La vicenda

A causa delle restrizioni imposte durante la pandemia da COVID-19, alcuni candidati non hanno potuto partecipare alle prove scritte originarie dei concorsi. L’amministrazione ha disposto sessioni suppletive per questi candidati, che hanno poi superato le prove e sono stati inseriti nelle graduatorie di merito. Il Consiglio di Stato ha però annullato le sessioni suppletive, ritenendo che violino i principi di contemporaneità e contestualità delle prove concorsuali.

L’intervento del Ministero

Il Ministero, però, considerata la complessità degli interessi coinvolti, primo fra tutti quello di garantire la continuità didattica per gli studenti, non ha proceduto a risolvere unilateralmente i rapporti di lavoro di tali docenti nel corso del corrente anno scolastico. Infatti Viale Trastevere ha deciso di non applicare la sentenza del Consiglio di Stato fino alla fine dell’anno scolastico in corso, per salvaguardare la continuità didattica. Il Governo intende inoltre intervenire con un emendamento al decreto-legge PNRR 4 per sanare la posizione dei docenti attualmente in servizio e confermarli in ruolo. Si auspica un ampio e trasversale sostegno parlamentare all’emendamento, per tutelare i diritti dei docenti coinvolti.

Nel corso del suo intervento durante il Question Time in Commissione Cultura, la sottosegretaria Paola Frassinetti ha detto: Non vi è dubbio che vada intrapresa ogni iniziativa possibile per salvaguardare la posizione di questi docenti, che si sono trovati in una situazione di oggettiva difficoltà a causa della pandemia. Il Governo è consapevole della gravità della situazione e si impegna a trovare una soluzione definitiva che tuteli i diritti di questi professionisti. L’approvazione dell’emendamento al decreto-legge PNRR 4 è fondamentale per risolvere il problema in modo definitivo. Confidiamo nel senso di responsabilità del Parlamento e nella sua attenzione verso le esigenze del mondo della scuola.”

Docenti a rischio licenziamento dopo aver vinto il concorso 2020. La petizione

Concorso 2020, alcuni docenti non hanno partecipato causa Covid o quarantenaConsiglio di Stato annulla le prove suppletive

La risposta integrale

Signor Presidente, Gentili Onorevoli, ringrazio l’onorevole interrogante perché mi consente di ribadire l’impegno, già più volte manifestato dal Ministro Valditara, in relazione alla questione oggetto della presente interrogazione, la quale merita, davvero, la massima attenzione.
Non vi è dubbio, infatti, che vada intrapresa ogni iniziativa possibile per salvaguardare la posizione dei docenti risultati vincitori delle prove suppletive dei concorsi banditi nel 2020 e che, in virtù della sentenza del Consiglio di Stato n. 766/24, rischiano di essere licenziati.
Si tratta dei candidati ai quali è stata preclusa la partecipazione alle prove scritte originariamente calendarizzate dall’amministrazione perché impossibilitati a causa delle restrizioni imposte durante la pandemia da COVID-19, alle quali gli stessi si sono rispettosamente attenuti.
Ricordo che le prime pronunce giudiziali sono state favorevoli agli interessati, sul presupposto che l’impedimento oggettivo alla partecipazione alle prove di concorso non potesse penalizzarli. Pertanto, l’amministrazione ha predisposto, in esecuzione delle sentenze, apposite sessioni suppletive delle prove scritte e orali con conseguente inserimento nelle graduatorie di merito.
Tuttavia, con l’ultima decisione, il Consiglio di Stato ha ritenuto che la situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19, unitamente alle misure adottate a tutela della pubblica incolumità, non risultino sufficienti a superare i princìpi di contemporaneità e contestualità delle prove concorsuali.
Ebbene, da un lato voglio assicurare che, intanto, il Ministero ha deciso di avvalersi di una specifica disposizione legislativa che gli consente, per salvaguardare la continuità didattica, di non eseguire la citata sentenza prima della fine del corrente anno scolastico.
Ma – cosa più rilevante – è intendimento del Governo intervenire nel primo provvedimento utile per consentire il superamento delle criticità dovute al mutato orientamento giurisprudenziale, rimandando, dunque, a una specifica disposizione di legge la soluzione del problema.
Mi riferisco, in particolare, a un emendamento presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge PNRR 4, che mira a sanare la posizione dei soggetti attualmente in servizio confermandoli in ruolo e che – anche alla luce dell’interesse manifestato da questa interrogazione – si auspica possa ottenere il più ampio e trasversale sostegno parlamentare.

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