Concorso docenti 2016, Delfino (Disal): sistema concorsi nazionali obsoleto, necessaria selezione sul campo

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 "Il modello centralistico e nazionale delle assunzioni è arrivato al capolinea e bisogna avere il coraggio di riformare le procedure". Sono queste le parole pronunciate, in un'intervista a tempi.it, da parte di Ezio Delfino, dirigente scolastico del Liceo scientifico statale G. Ancina di Fossano in provincia di Cuneo e presidente nazionale dell’associazione DiSAL (Dirigenti scuole autonome e libere). 

 "Il modello centralistico e nazionale delle assunzioni è arrivato al capolinea e bisogna avere il coraggio di riformare le procedure". Sono queste le parole pronunciate, in un'intervista a tempi.it, da parte di Ezio Delfino, dirigente scolastico del Liceo scientifico statale G. Ancina di Fossano in provincia di Cuneo e presidente nazionale dell’associazione DiSAL (Dirigenti scuole autonome e libere). 

Delfino interviene sulle numerosissime bocciature che  stanno caratterizzando il concorso in atto e che, secondo la stampa specializzata e non, sono da attribuire prevalentemente all'impreparazione dei candidati.

Secondo Delfino, invece, la causa è da ricercare nel sistema di reclutamento tramite concorsi nazionali, definito dallo stesso "troppo obsoleto", contraddistinto da "tempistiche incerte, lungaggini burocratiche, assenza di controlli delle procedure, disomogeneità delle commissioni e resistenze di ogni genere".

Al modello statalista, il Presidente dell'associazione Disal contrappone un modello differente, fondato su percorsi universitari propedeutici all’insegnamento ed abilitanti seguiti da periodi di tirocinio nella scuola ed alla successiva iscrizione degli aspiranti docenti ad albi professionali divisi per aree di insegnamento ai quali le scuole possano attingere insegnanti con caratteristiche e profili adeguati al progetto formativo dell’istituto.

Delfino, dunque, si mostra favorevole alla chiamata diretta, che deve essere sicuramente perfezionata, ma che può permettere alle scuole, tramite procedure trasparenti, di individuare quei docenti il cui profilo professionale sia maggiormente confacente ai bisogni formativi dell'istituto medesimo. Una chiamata diretta, sempre secondo il Presidente Disal, che deve essere promossa a livello  regionale, di reti di scuole o singoli istituti.

Ritornando alla dura selezione del concorso 2016, Delfino evidenzia che la selezione c'è sempre stata, così come gli strafalcioni di alcuni candidati, tuttavia non bisogna enfatizzare il fenomeno o generalizzarlo, facendo passare il messaggio che tutti i docenti sono impreparati. Il problema, ripete il dirigente scolastico, sta nella modalità di selezione, che dovrebbero fondarsi, come suddetto, su  lauree propedeutiche all’insegnamento integrate e seguite da percorsi di vero tirocinio gestiti non solo dalle università, ma anche dalle scuole, che portino a una selezione “sul campo”.

I modelli di riferimento, al riguardo, sono diversi e non solo stranieri (Stati Uniti e Canada ad esempio), come dimostra l'azione svolta dalle reti di Scuola, capaci di valorizzare al massimo le risorse umane e professionali.

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