Concorso docenti 2016, centinaia di docenti senza abilitazione devono essere esclusi. Sentenza CdS

di Avv. Marco Barone
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Il Consiglio di Stato con la Sentenza del 13/11/2019 N 07789/2019REG.PROV.COLL , ribalta il giudizio positivo che vi era stato per centinaia di ricorrenti in merito alla partecipazione al concorso scuola senza aver il titolo di abilitazione

Fatto

Con gli appelli di cui all’oggetto della sentenza il Ministero e gli originari controinteressati impugnano due sentenze, nn. 2366 e 2368 del 2019, con cui il Tar Lazio ha accolto i ricorsi proposti, da una serie di aspiranti concorrenti, come difesi dai propri legali, avverso i decreti nn. 105, 106 e 107 del 23 febbraio 2016 della Direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; con tali atti sono stati indetti i concorsi pubblici per titoli ed esami finalizzati al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di I e II grado, nella parte in cui escludono la partecipazione dei candidati privi di abilitazione.
Come anticipato nella narrativa in fatto, l’accoglimento del ricorso di prime cure si fonda sulla seguente argomentazione: l’art. 3 del provvedimento impugnato, “che non ammette la partecipazione dei docenti non abilitati, è stato definitivamente annullato in parte qua con la sentenza n. 3705/18 del Consiglio di Stato. Tale clausola del bando, dunque, in quanto ormai definitivamente annullata nei confronti di tutti i concorrenti che avevano provveduto tempestivamente ad impugnarla, è divenuta inopponibile ai ricorrenti. Invero l’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes…”.

La Normativa di riferimento

Occorre richiamare la norma di riferimento (art. 1 comma 110 legge n. 107 del 20159): “110. A decorrere dal concorso pubblico di cui al comma 114, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono accedere alle procedure concorsuali per titoli ed esami, di cui all’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità”. Come emerge dalla lettura del disposto richiamato, la norma esclude direttamente la partecipazione ai soggetti privi della richiesta abilitazione, in termini di chiarezza letterale non superabile in via ermeneutica diversa, neppure costituzionalmente orientata. Conseguentemente, unico presupposto per l’accoglimento del ricorso è la proposizione della questione di costituzionalità in merito alla compatibilità della contestata limitazione ai principi tratti dalla Carta fondamentale.

Senza titolo di merito non si può partecipare al concorso scuola

Nel caso in esame, invece, come rilevano i giudici, l’esclusione si basa, per tutti gli eventuali interessati, sulla mancanza di un titolo di merito ulteriore rispetto al semplice titolo di studio, in termini coerenti ai principi vigenti in materia, alla ratio del sistema nonché logicamente collegati all’obiettivo della selezione dei migliori. Ciò appare altresì coerente alla giurisprudenza costituzionale (cfr. ad es. sentenze n. 225 del 2010 e n. 293 del 2009) che ritiene rispettato il requisito del pubblico concorso, di cui all’art. 97, terzo comma, Cost., ove l’accesso al pubblico impiego avvenga per mezzo di una procedura aperta, alla quale possa partecipare il maggior numero possibile di cittadini. La stessa deve essere, inoltre, di tipo comparativo, ossia volta a selezionare i migliori fra gli aspiranti. Infine, deve trattarsi di una procedura congrua, che consenta di verificare la professionalità necessaria a svolgere le mansioni caratteristiche, per tipologia e livello, del posto di ruolo da ricoprire.”

Il titolo abilitativo è congruo per la verifica della professionalità

I Giudici in particolare affermano che “Il merito deve costituire il criterio ispiratore della disciplina del reclutamento del personale docente e una disposizione che impedisca di realizzare la più ampia partecipazione possibile al concorso, in condizioni di effettiva parità, si porrebbe in contraddizione con tale criterio (sono richiamate le sentenze n. 41 del 2011 e n. 251 del 2017). Le eccezioni alla regola del pubblico concorso, oltre che rigorose e limitate, devono comunque prevedere adeguati accorgimenti idonei a garantire la professionalità del personale assunto (sentenza n. 149 del 2010) e rispondere ad una «specifica necessità funzionale» dell’amministrazione, ovvero a «peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico» (sentenza n. 293 del 2009). Nel caso di specie, la necessità di un titolo abilitativo specifico, oltre a riguardare la generalità dei possibili interessati, appare congruo alla verifica della professionalità necessaria nonché connesso all’obiettivo della selezione dei migliori”.

Concludendo, il CDS, in una sentenza di centinaia di pagine, con centinaia di ricorrenti, che in riforma delle sentenze impugnate, respinge i ricorsi di primo grado.

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