Concorso dirigenti: Tar respinge il ricorso dei ricorrenti pugliesi

di Lalla
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Anief – Tar respinge il ricorso dei ricorretni che si erano rivolti, privatamente, a un avvocato per partecipare alle prove scritte, ottenendo dapprima l’ammissione dal Tar regionale e poi l’esclusione. Rigettata la contestazione della correzione a lettura ottica, il tempo ridotto per le risposte, l’utilizzo del librone e la disparità di trattamento tra candidati.

Anief – Tar respinge il ricorso dei ricorretni che si erano rivolti, privatamente, a un avvocato per partecipare alle prove scritte, ottenendo dapprima l’ammissione dal Tar regionale e poi l’esclusione. Rigettata la contestazione della correzione a lettura ottica, il tempo ridotto per le risposte, l’utilizzo del librone e la disparità di trattamento tra candidati.

È la prima sentenza breve, resa in forma semplificata, la n. 2571/12, che viene presa dai giudici del Tar Lazio che respingono ogni gravame denunciato dall’avvocato che ha patrocinato il ricorso per alcuni candidati non idonei che volevano partecipare alle successive prove scritte nella regione Puglia. Non costituisce per i giudici motivi di accoglimento del ricorso il fatto che un migliaio di quesiti siano stati eliminati a cinque giorni dalla prova ma non dal librone, né che siano stati disposti in buona sostanza soltanto 45 secondi per l’articolazione delle risposte, perché ogni candidato era stato posto davanti agli stessi quesiti. Anche la serietà nella gestione della prova da parte di Formez non presenta motivi di censura essendo un ente già affidatario di altre procedute concorsuali, come l’utilizzo di strumenti telematici per la correzione, entrato nell’uso frequente per garantire l’imparzialità della P. A..

Pertanto, in attesa di un possibile appello da parte di questi ricorrenti in Consiglio di Stato, in occasione del quale inviteremo, comunque, i nostri ricorrenti – per mero scrupolo difensivo – a costituirsi gratuitamente ad adiuvandum, dobbiamo attendere in verità la discussione dei ricorsi dell’Anief che, al di là delle censure emotive sopra respinte, hanno centrato la loro attenzione sulla violazione della normativa e della procedura concorsuale in merito al mancato coinvolgimento dell’Invalsi, alla presenza di risposte erronee tra quelle selezionate, all’assenza degli atti prodromici per l’individuazione della commissione degli esperti preposta alla selezione dei quesiti, come è stato dimostrato durante la discussione cautelare degli appelli in secondo grado.

Dopo il deposito degli ennesimi motivi aggiunti – sempre senza alcun nuovo onere a carico dei ricorrenti iscritti alla nostra O. S. – con cui impugneremo anche i verbali di ammissione alle prove orali dei candidati dell’Abruzzo, Molise, Friuli e delle altre regioni, attendiamo nei prossimi giorni dai giudici del Tar Lazio l’autorizzazione della notifica per pubblici proclami per l’integrazione del contraddittorio e la calendarizzazione di un’udienza di merito a breve, al fine di cambiare l’orientamento provvisorio assunto sulla materia dai giudici di primo grado.

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