Concorso dirigenti scolastici, verso impugnazione graduatorie vincitori. Tar sospende giudizi su altri ricorsi in attesa del CdS. Lettera

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inviata da Avv. Enza Pamela Nastasi – Oggi si è celebrata innanzi al Tar Lazio, Sezione Terza bis, l’udienza per l’esame di alcuni ricorsi proposti dai candidati non ammessi alla prova orale.

Si è trattato della prima udienza a seguito dell’emissione delle ordinanze cautelari gemelle, con le quali il Consiglio di Stato, sezione VI, ha sospeso l’efficacia delle sentenze del Tar n. 8655/2019, n. 8670/2019, che hanno disposto l’annullamento del concorso per dirigenti scolastici 2017.

Un’udienza molto attesa quella odierna, dalla quale si facevano discendere scenari tendenzialmente volti verso una possibile sentenza, che, sulla scia dei provvedimenti emessi a seguito del 2 luglio 2019, dichiarasse i ricorsi improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.

Purtuttavia, gli esiti prospettati non tenevano in debito conto l’attenzione che il Tar avrebbe riservato alla sospensiva concessa al Miur dal Cds.
Ed infatti, pur non potendo disattendere il provvedimento cautelare adottato dal Cds, senza necessariamente condividerlo, il Tribunale ha scelto di aspettare prudentemente il 17 ottobre 2019, data in cui il Cds dovrà pronunciarsi sul merito dell’appello proposto dal MIUR, nonché dell’appello incidentale depositato dai ricorrenti coinvolti nel giudizio di secondo grado.

Prospettando l’impugnazione della graduatoria dei vincitori (con riserva), il Tar ha temporaneamente assunto il ruolo di spettatore, palesando di non manifestare interesse per le istanze cautelari avanzate dai ricorrenti, propendendo, invece, per una corsa verso l’esame del merito dei ricorsi, semmai ciò si rendesse necessario.

Noi ricorrenti, possibilmente errando, cogliamo un positivo messaggio tra le pieghe della linea procedurale adottata oggi dal Tribunale.

Indubbiamente, se il Cds il 17.10.2019 confermerà la sentenza di annullamento, il Tar dichiarerà l’improcedibilità dei diversi ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse.

Nel caso opposto, invece, il Tribunale si dimostra pronto a riesaminare nel merito tutti i ricorsi pendenti in primo grado e, conseguentemente, le nuove censure con gli stessi proposte, alcune delle quali potrebbero importare, per la loro forza e portata, una nuova pronuncia di annullamento della procedura.

Il Tar, sin dal 2 luglio, ha dato applicazione al diritto, privilegiando l’interesse pubblico, ma non sotto il profilo del sostegno all’immissione in ruolo (ed a tutti i costi) dei nuovi dirigenti scolastici entro il primo settembre corrente anno.

Piuttosto, nel sacrale rispetto di un diritto scevro da esigenze contingenti, le epocali pronunce del Tribunale hanno posto l’accento sul diverso aspetto della salvaguardia del principio costituzionalmente garantito dell’accesso agli impieghi delle pubbliche amministrazioni attraverso un pubblico concorso, legittimo, trasparente ed ispirato alla legalità. Ed è questa linea che ha mosso anche oggi l’agire del Tar.

E nel frattempo, quei 400 aspiranti Ds, temporaneamente salvati dalla sospensiva, ma che risulterebbero esclusi dalla graduatoria finale per punteggio insufficiente (essendo soltanto 2.900 i posti previsti dal concorso), chiedono a gran voce di essere dichiarati vincitori!

L’istanza è quella di vedersi inseriti in una graduatoria a scorrimento, che consentirebbe loro l’immissione in ruolo nei prossimi anni.

Ovviamente, c’è chi sostiene il loro desiderio, ma c’è anche chi si chiede, innocentemente, quale vittoria costoro possano vantare. Non si dimentichi che la procedura è allo stato annullata, che la graduatoria sarà approvata con riserva! E’ forse giunto il momento di fermarsi ad implorare la corretta applicazione del diritto, che non soltanto appare da molti dimenticata, ma anche calpestata?

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