Concorso Dirigenti Scolastici: venti rinunce assegnazione sede. Udir ricorre per idonei

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UDIR –  Ultimo giorno per rifiutare la nomina, poi si potrebbe procedere per scorrimento dalla graduatoria degli idonei. Gli altri 520 potranno ricorrere al Tar Lazio con Anief entro il 30 agosto per rilevare l’illegittimità della norma e chiedere di essere assunti negli anni successivi.

In attesa di capire anche i numeri delle tre regioni (Basilicata, Toscana, Friuli Venezia Giulia) che mancano all’appello, quelli di coloro che hanno rinunciato alla nomina a Dirigente scolastico sono chiari: quelli di coloro che hanno rinunciato alla nomina a Dirigente Scolastico sono chiari: le rinunce in tutta Italia sono venti, come riporta TuttoScuola, con il Veneto a fare la parte del leone, con ben nove docenti che hanno preferito mantenere la propria cattedra e non iniziare una nuova carriera da ds.

I vincitori sono stati assegnati alle regioni in base all’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020. Oggi è l’ultimo giorno utile per dire no alla nomina.

Il ricorso

Anief, intanto, a causa dell’attuale crisi politica, in attesa di un emendamento che possa correggere la norma di legge, in considerazione dei successi ottenuti in passato per gli idonei dei concorsi a cattedra, ribadisce la necessità da parte degli idonei del concorso ds di impugnare le graduatorie di merito entro 60 giorni dalla loro pubblicazione e quella parte del bando che ne determina l’esclusione dal reclutamento. la decisione di lasciar fuori dall’assunzione. Gli idonei hanno superato test preselettivi, prova scritta e colloquio finale e devono essere messi nel novero dei vincitori o dal legislatore o per ordine di un giudice. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per utilizzare le graduatorie di merito oltre l’attuale sbarramento dei 2.900 vincitori individuati al netto delle poche rinunce.

Il commento del presidente Pacifico

“Da qui a due anni – fa notare il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico – dovrebbero andare in pensione all’incirca mille presidi, oltre alle uscite anticipate con Quota 100. Non si può pensare di fare a meno degli idonei di quest’ultimo concorso. Il risultato sarebbe quello di continuare a ricorrere in modo selvaggio alle reggenze e non si farebbe altro che alimentare il contenzioso”

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