Concorso Dirigenti Scolastici, sono venute meno le “pari condizioni per tutti”. Lettera

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inviata da Alessandra Giordano – Gentile Ministro, in questo concorso per arrivare alla Dirigenza Scolastica, Le è noto, non stanno vincendo i candidati ma gli avvocati.

Questo, ultimamente, in Italia, è un dato costante: a concorso segue ricorso.
Come tanti, anche io ho partecipato alla selezione e ho studiato, per dirla con Lei, “forte”; ho superato la prova preselettiva , mi sono preparata con rigore per la seconda prova scritta ma l’esito non è stato positivo.

Si può sbagliare, se però nel corso di un esame si viene superati da chi non era riuscito a ottenere il punteggio necessario per accedere alla seconda prova, ci si sente presi in giro anche perché, nel bando, non veniva indicato il voto per accedere allo scritto ed era chiaro che avrebbero vinto i migliori.
Si prova una certa amarezza per differenti motivi, indipendenti dalla Sua persona, ma causati dalle condizioni che si sono sviluppate al contorno e che sono andate a minare le basi di equità rendendo un concorso non degno di questo nome, specie dopo aver studiato per mesi i principi di trasparenza della PA.

Sinceramente non credo che ci siano stati i soliti raccomandati, conosco alcuni dei colleghi che hanno superato la seconda prova, sono veramente capaci e competenti; ritengo anche che fosse impossibile scegliere chi aiutare perché, nell’aula in cui ho svolto lo scritto, non ho visto sotterfugi né preferenze. Il problema piuttosto è stato un altro: la mancanza di pari condizioni per tutti.

Chi ha avuto la possibilità economica per fare ricorso, è stato avvantaggiato a danno di altri; i colleghi della Sardegna, non per colpe oggettive, hanno avuto due mesi in più per prepararsi e hanno potuto studiare per una prova che avrebbe dovuto essere unica su tutto il territorio nazionale.

In più, in itinere, sono cambiate le regole del gioco e, a un certo punto, mi consenta la battuta, ci si è sentiti in una sorta di Hunger Game in cui tutti erano contro tutti esattamente come i capponi di Renzo.

Non ho ancora potuto visionare la mia prova, potrei aver scritto delle stupidaggini nella presunzione di dare invece risposte pertinenti, non lo so e preferisco non esprimermi perché non è questo il punto; il punto è che ci siamo trovati a concorrere con persone che hanno avuto una seconda possibilità che a noi, però, viene negata.

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