Concorso Dirigenti Scolastici, serve “un aiutino” del Miur per la prova scritta. Lettera

di redazione
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Nicola Fiorino Tucci – “Un aiutino”, invocava da casa, una trentina d’anni fa, il concorrente alla Raffa (Carrà) nazionale durante famigerate trasmissioni televisive, che elargivano soldi in maniera del tutto sconsiderata; poi, dopo qualche studiata esitazione, la benefica conduttrice concedeva l’aiutino ed il fortunato di turno si accaparrava un bel premio in denaro.

Oggi, l’aiutino dovrebbe arrivare dal MIUR a quanti hanno superato la recente prova preselettiva del corso/concorso a DS; e dovrebbe consistere nel precisare, da parte del Ministero, alcuni aspetti fondamentali di un iter concorsuale, che, quanto a difficoltà, non sembra secondo nemmeno a quello previsto per la magistratura o il notariato.

Sarebbe, infatti, opportuno che il MIUR precisi per tempo se sarà disponibile (come avvenuto per la preselettiva) una banca-dati relativa alla tipologia delle cinque domande previste per la prova scritta del concorso a DS, anche considerato che il candidato dovrà rispondere in tempi molti stretti (20 – 25 minuti per ciascuna);

quanto spazio potrà impiegare nel rispondere (1000/2000 battute?);

se i cinque quesiti verteranno su tutte le 9 (!) Aree di studio come avvenuto nella Preselettiva (che però, nel quizzone del 23 luglio, garantiva la presenza paritetica di 11 domande per Area) o se riguarderanno (come è più logico aspettarsi) cinque delle nove Aree;

se ci saranno dei parametri o delle griglie di valutazione dello scritto per evitare modalità di correzione troppo “soggettive”;

se i due testi in lingua, proposti sempre nella prova scritta, si incentreranno solo su un paio di Aree (l’Area 9 in primis) o divagheranno “per altri liti ed altri porti”.

Insomma, il MIUR dovrebbe chiarire la procedura concorsuale di una prova scritta alla quale (non dimentichiamolo!) farà seguire nell’ordine: la prova orale, il corso di formazione, il tirocinio, la valutazione dei titoli, un’altra prova scritta, un’altra prova orale e, finalmente!, l’immissione in ruolo. Una trafila che meriterebbe più che un aiutino…

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