Concorso Dirigenti Scolastici: ripristiniamo il corso di formazione per tutti, vincitori e ricorrenti. Lettera

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inviata dal Prof. Arturo Acacia – All’udienza innanzi al TAR Lazio del 04/06/2019 si sono discusse le prime istanze cautelari per i ricorsi avverso il mancato superamento della prova scritta del concorso da Dirigente Scolastico.

Da Orizzonte Scuola.it, si legge: “Il Presidente della sez. III bis, dott. Sapone, dopo una valutazione interlocutoria del Collegio, ha rilevato che i motivi di ricorso potrebbero portare all’annullamento della prova scritta e ha pertanto disposto la notifica per pubblici proclami dei ricorsi introduttivi. Bisognerà attendere ora l’udienza del prossimo 2 luglio per conoscere la sentenza che deciderà sulle numerose questioni di illegittimità dedotte nei numerosi ricorsi proposti”.

Nella mia caratteristica competenza di sociologo, docente, candidato al concorso in oggetto e ancor più cittadino attivo, desidero esprimere una personale riflessione.

Il Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, è oramai giunto ad un binario tronco.

Le ragioni di contrapposizioni delle parti sono tutte legittime, fondate e ampiamente comprensibili.

Pur nella consapevolezza di ciò che esprimo, nello specifico del particolare periodo sociopolitico che il “sistema scuola” realizza, desidero proporre un’idea: una romantica bottiglia rigorosamente di vetro, contenente un messaggio, che speranzoso, possa giungere a destinazione.

Ripartirei, da un provvedimento di indirizzo politico, nello specifico dal ripristino e modifica degli art. 13, 14 e 15 della Gazzetta Ufficiale n. 90 del 24-11-2017: corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, articoli modificati da successivo Decreto.

Nello specifico catalizzerei l’attenzione sul ripristino dello svolgimento del corso di formazione dirigenziale e tirocinio riformulando la sua organizzazione nella forma che segue: i colleghi che hanno positivamente completato le prove di esame, dal 1 settembre 2019, potrebbero essere nominati vincitori di concorso con relativa assegnazione provvisoria sui posti disponibili. Tali colleghi frequenterebbero il corso di formazione dirigenziale e tirocinio successivamente la nomina.

Differentemente, i docenti ricorsisti, frequenterebbero il corso di formazione dirigenziale e tirocinio secondo le originali modalità con la commissione esaminatrice del corso di formazione dirigenziale e tirocinio che provvederebbe, alla valutazione di questi ultimi, attraverso la verifica di un elaborato scritto, somministrato in itinere, e una prova orale conclusiva.

La graduatoria generale di merito conclusiva del corso di formazione dirigenziale e tirocinio, unitamente alla graduatoria dei dirigenti scolastici in assegnazione provvisoria, realizzerebbe la “graduatoria generale di merito”. Sarebbero dichiarati vincitori del corso-concorso, i candidati utilmente collocati nella graduatoria generale di merito conclusiva del corso di formazione dirigenziale e tirocinio nel limite dei posti previsti.

I vincitori, a questo punto, sarebbero assegnati ai ruoli regionali sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dai vincitori stessi all’atto dello scorrimento di tale graduatoria, nel limite dei posti vacanti e disponibili ciascun anno e in ciascun USR.

I dirigenti, assunti a seguito della procedura concorsuale definita dal bando, sarebbero tenuti alla permanenza in servizio nella regione di iniziale assegnazione, per un periodo pari alla durata minima dell’incarico dirigenziale previsto dalla normativa vigente.

Si realizzerebbe una rivisitata e, a mio parere, ottimale procedura di reclutamento, che realizzerebbe un reale soddisfacimento:

• degli alunni e genitori, che frequenterebbero percorsi formativi in scuole dirette da personale competente e motivato;
• dei docenti, che risulterebbero coordinati da dirigenti scolastici con attitudini, non solo in termini di competenze e conoscenze, bensì con spiccate e specifiche caratteristiche relazionali e collegiali;
• dell’azione di Governo, che inaugurerebbe una nuova fase del sistema scuola, coerente con l’azione di cambiamento auspicata e propagandata;
• dei tempi di reclutamento, che risulterebbero coerenti con le attuali aspettative del sistema scuola e della società in generale;
• dai docenti che impegnati alla presente procedura concorsuale, avendo brillantemente superato tutte le prove di accesso all’incarico, non si vedrebbero vanificati tutti i propri risultati e sacrifici;
• dei ridotti contenziosi giuridici che significativamente si assottiglierebbero, considerata la risoluzione condivisa dalle parti;
• della casse dello Stato, in quanto tale percorso formativo risulta ampiamente finanziato dalle attuali procedure concorsuali.

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