Concorso dirigenti scolastici, prova scritta: vietato pensare! Lettera

di redazione
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Mariafrancesca Maviglia   “Vietato pensare!” così intitolerei la prova scritta per il reclutamento di Dirigenti scolastici. Cinque quesiti di normativa scolastica e di taglio didattico /pedagogico più due testi di lingua abbastanza lunghi da leggere e comprendere, non difficili in verità. Ma il tempo, come la mettiamo con il tempo?

Il quesito su attuazione, monitoraggio e valutazione del Ptof, quello su ritardi ed assenze e quello sul miglioramento dei livelli di apprendimento di una scuola di primo ciclo richiedevano almeno cinquanta minuti per una stesura chiara,coerente e coesa; il terzo ed il quarto, più normativi, si sarebbero potuti risolvere anche in venticinque/trenta minuti ciascuno.

A conti fatti arriviamo a circa 210 minuti, escluso il tempo per leggere e comprendere i due testi di lingua straniera che richiedevano almeno un’altra ventina di minuti di lavoro.

Conclusione? Tempo necessario circa 4 ore, così come è stato a Bolzano.

In questo modo, anche chi aveva studiato bene non ha potuto dimostrare fino in fondo la propria preparazione ed è uscito dalla sede di concorso con un senso di profonda delusione.

Tanto impegno per vedere sfumare tutto in poco più di due ore. La Scuola non ha bisogno di Dirigenti frettolosi ed impulsivi, la Scuola necessita di Capi competenti, di spessore culturale e soprattutto pianificatori di azioni mirate che non si improvvisano, ma si maturano e si mettono in campo dopo attente riflessioni.

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