Concorso Dirigenti Scolastici, prova scritta compromessa. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

inviata da Pierluigi Mugellesi – Gent.ma Redazione, vi scrivo in merito al vostro recente intervento relativo alle ultime affermazioni del Ministro Bussetti in merito allo svolgimento della prova scritta unica a carattere nazionale valida per la selezione dei futuri Dirigenti Scolastici e permettendomi, per vostro tramite, di rivolgermi direttamente al titolare del Dicastero per il quale mi onoro da un ventennio di prestare, ritengo di poter dire coscienziosamente, la mia opera professionale di insegnante.

La questione, Egr. Ministro, riguarda i numerosi casi occorsi a sventurati candidati che, come il sottoscritto, durante la prova tenutasi lo scorso 18 ottobre, “quasi” sull’intero territorio nazionale, giunti pressochè al termine della elaborazione della soluzione ad uno dei cinque quesiti proposti a risposta aperta, nel voler momentaneamente o definitivamente procedere con altra sezione della prova si sono trovati loro malgrado a veder volatilizzato il frutto di una cospicua, preziosa e decisiva porzione del tempo a propria disposizione a causa della cattiva, ma a quanto lei dice pienamente consapevole ed intenzionale, gestione delle procedure previste dalla piattaforma d’esame.

Personalmente non cerco alibi, e continuo a non darmi pace nel pensare a cosa possa avermi indotto a compiere una leggerezza tanto penalizzante.  Lei invece, stando almeno a quanto riportato in merito alle chiarificazioni fornite in question time parlamentare, pare essersi preoccupato unicamente (ed in parte comprensibilmente, perchè neppure io – ma è opinione personalissima – credo che il sistema possa essersi fagocitato risposte o parti di esse di sua spontanea iniziativa) di porsi sulla difensiva liquidando sommariamente la problematica imputandola in tutto e per tutto all’imperizia dei candidati nel seguire correttamente le limpide istruzioni di svolgimento.

Gli errori di procedura evidentemente ci sono stati, nel mio caso sicuramente si, uno singolo, al termine del secondo quesito, e so che molto probabilmente risulterà fatale ai fini del mio personale percorso verso il raggiungimento di una meta perseguita con faticoso impegno ed anche con un pizzico di disilluso idealismo.

Fatale perchè venti minuti persi nel formulare in modo congruo una risposta e quasi altrettanti nel dovervi rimettere mano dal nulla, hanno sottratto tempo decisivo, nel computo dei 150 minuti totali evidentemente incompatibili con tali inconvenienti, allo svolgimento esaustivo della restante parte della prova.

La morale è che nel mio caso, dopo un brillante e sudatissimo superamento della prova preselettiva (quella si, almeno e forse solo per il momento, tenutasi a livello nazionale secondo regole uguali per tutti) mi ritrovo giorno dopo giorno a dover ripensare con frustrazione ad un attimo, ad un errore di procedura, che rischia di aver vanificato tutto. E come me chissà quanti altri staranno rammaricandosene.

Constatare che nello stendere queste brevi riflessioni il programma di posta elettronica salva automaticamente ogni pochi minuti e senza affatto precludere il tornare indietro a correggere quanto già scritto, senza bisogno di esplicita conferma, mi fa sorridere amaramente, ma mai quanto il percepire la sua impassibile freddezza nel liquidare quale oggettiva prova di incapacità – evidentemente ulteriore implicito ed operante criterio di valutazione e selezione – una serie credo cospicua di errori o disattenzioni tecniche, e non di merito, che potranno rivelarsi decisive nello spazzar via sacrifici e sogni di moltissimi di noi.

Errori e disattenzioni nei quali, anche alla luce delle disavventure di chi li ha preceduti, ho ragione di immaginare non si troveranno ad incorrere coloro che, per un improvvido destino cui la “logica” gestionale di una procedura concorsuale così importante e responsabiizzante, pur potendo, non ha voluto preventivamente porre rimedio con un rinvio generalizzato, si troveranno a svolgere, con ampio ritardo rispetto al resto dei concorrenti (ed è superfluo sottolineare cosa questo comporti sotto altri ben più rilevanti profili di equità) la prova scritta “unica” a carattere nazionale.

Ai colleghi sardi, che in tutto questo sono al pari nostro passivi spettatori ed attori della macchina concorsuale da altri guidata, sinceramente auguro un proficuo proseguimento dell’iter e sono ben lieto che, avveduti, possano risparmiarsi almeno questo tipo annichilente di rimpianto.

Per chi invece in un contesto di estrema pressione emotiva nonchè di oggettiva difficoltà di concentrazione (si pensi, come nel caso del nostro gruppo, a chi ha dovuto sostenere la prova all’interno di strutture scolastiche nel pieno delle proprie attività o anche solo alla mancata insonorizzazione delle tastiere) il 18 ottobre si è trovato ad imbattersi in una ahimè errata gestione di un paio di fatidici clik mi aspetterei da chi ci dirige solo un pizzico di empatia in più. Basta già l’intima recriminazione a farci sentire degli imperdonabili ingenui.

Grazie.

Concorso dirigenti scolastici, problemi tecnici alla prova scritta? Per Bussetti colpa dei candidati

Versione stampabile
anief
soloformazione