Concorso per dirigenti scolastici, il Governo pronto a tutto: anche a perdere i contenziosi

di Lalla
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Ufficio Stampa Anief – Interrogato dagli on. Ghizzoni e Cenni, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria fa sapere pubblicamente che il Ministero, pur auspicando una positiva conclusione del contenzioso giudiziario, sta comunque valutando tutte le eventuali misure da adottare nei confronti dei vincitori del concorso qualora l’indirizzo assunto dal giudice di appello non dovesse essere confermato nella decisione di merito.

Ufficio Stampa Anief – Interrogato dagli on. Ghizzoni e Cenni, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria fa sapere pubblicamente che il Ministero, pur auspicando una positiva conclusione del contenzioso giudiziario, sta comunque valutando tutte le eventuali misure da adottare nei confronti dei vincitori del concorso qualora l’indirizzo assunto dal giudice di appello non dovesse essere confermato nella decisione di merito.

Pacifico (Anief-Confedir): comunque vada, ciò dimostra che i nostri rilievi avevano una loro fondatezza. Ad iniziare dai troppi quiz preselettivi sbagliati. Ora l’importante è tutelare tutti.

Sui tanti contenziosi in atto che potrebbero far saltare il concorso per dirigenti scolastici, avviato ormai quasi due anni fa, il Governo in carica ammette che qualcosa potrebbe essere andato storto: nel rispondere a due interrogazioni alla Camera, rispettivamente presentate da Manuela Ghizzoni (Pd) e Susanna Cenni (Pd), il sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria, fa sapere pubblicamente che l’esecutivo è pronto ad adottare “tutte le più opportune misure a tutela dei candidati e dell’amministrazione scolastica nel caso l’esito del predetto giudizio fosse diverso” da quello che l’amministrazione statale e scolastica si aspettano.

Vale la pena ricordare che i rilievi mossi dai ricorrenti non sono da poco. In Campania, oggetto della prima interrogazione, il ricorso è stato incentrato su una lunga serie di motivazioni: “sull’incompatibilità di alcuni componenti della commissione giudicatrice; i ricorrenti, infatti, hanno evidenziato – ad esempio – che un componente della Commissione risultava dirigente scolastico referente ufficiale di un sindacato, per l’istruzione tecnico professionale; un altro esponente della commissione aveva fatto parte del comitato scientifico ed era stato docente di un corso di preparazione al concorso, organizzato da un ente nazionale; un altro componente della commissione aveva effettuato un master di preparazione al concorso”. Inoltre, “i ricorrenti hanno dimostrato, altresì, che alcuni componenti della commissione erano legati ad alcuni candidati da un rapporto di stretta collaborazione in quanto risultavano essere vicari o collaboratori di un dirigente scolastico facente parte della stessa commissione”.

Seri problemi nell’organizzazione e gestione del concorso sono stati ravvisati pure in Toscana. Dove “il tribunale amministrativo regionale – si legge nell’interrogazione dell’on. Cenni – il 19 aprile 2013 ha emanato una sentenza, accogliendo i ricorsi di alcuni candidati, con cui ha annullato i risultati del suddetto bando di concorso; tra le motivazioni del Tar della Toscana: la composizione della commissione, in seguito alle dimissioni del presidente della stessa, la collegialità della valutazione degli elaborati non supporta da analoga lettura dei lavori dei candidati, ed altri vizi”.

Ora, Marco Rossi Doria sostiene, a nome del Governo, che “le censure mosse dal TAR sulla presunta incompatibilità di alcuni componenti della Commissione esaminatrice non sono condivisibili. Nessuna delle incompatibilità sollevate rientra infatti tra le ipotesi di astensione normativamente previste, né i rilievi mossi sulle modalità di svolgimento del concorso sono tali da mettere in discussione la correttezza e imparzialità della procedura.
Si auspica dunque un esito positivo del giudizio in corso”. Allo stesso tempo, il sottosegretario “rassicura che sono comunque all’esame dell’amministrazione tutte le più opportune misure da adottare a tutela dei candidati e dell’amministrazione scolastica nel caso l’esito del predetto giudizio fosse diverso” dalla decisione di merito.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir per la scuola e i quadri, “il fatto che il Governo contempli l’ipotesi di soccombenza, predisponendo per tempo alcune soluzioni per salvaguardare il funzionamento della macchina amministrativa e delle scuole italiane, è un dato davvero indicativo. Fa capire che i rilievi mossi dall’Anief sul concorso, ormai molti mesi fa, ad iniziare dagli errori macroscopici presenti in tantissimi quiz preselettivi, avevano davvero fondatezza per essere presentati e valutati dai giudici competenti. In ogni caso, arrivati a questo punto, comunque terminino le vicende giudiziarie, il sindacato torna a chiedere al Miur di assumere il ruolo che gli compete: tutelando gli interessi di tutti i candidati. Sia dei vincitori del concorso, sia degli eventuali vincitori in tribunale”.

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