Il nuovo concorso per Dirigenti Scolastici dimentica i ricorrenti del 2011 e non accantona una parte dei posti

di redazione
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Elisabetta Corvino, Comitato “Diversi davanti alla legge” – “L’ennesima vergogna del Concorso Ds 2011 si sta consumando in queste ore in cui si bandisce il nuovo concorso e si prepara la legge di bilancio”

Lo afferma Elisabetta Corvino, Referente del Comitato Nazionale Concorso Ds 2011- “Diversi davanti alla legge”, un Comitato costituito all’indomani del Concorso più contestato della storia della scuola italiana. Concorso in cui agli innumerevoli ricorsi amministrativi si é aggiunto il peso, in Campania e in Sicilia, del rinvio a giudizio dei membri delle commissioni esaminatrici, accusati dalla Procura di aver commesso reati di falso e abuso d’ufficio per agevolare alcuni candidati.

“L’ennesima vergogna è che il Ministro Fedeli continua ostinatamente nel suo proposito di bandire un nuovo concorso a Dirigente scolastico, sprezzante del fatto che ci sono contenziosi ancora aperti, incurante dell’Ordinanza del Consiglio di Stato (che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale avverso la procedura che ha ingiustamente escluso i Ricorrenti del 2011), senza preoccuparsi minimamente di accantonare una quota dei posti messi a bando perché spetterebbero ai Ricorrenti, qualora il Consiglio di Stato dovesse dar loro ragione.

L’ennesima vergogna è che neanche una parola è stata spesa dal Ministro Fedeli su di noi in tutti i proclami che sta facendo in questi giorni, né nessuna previsione per noi è all’orizzonte nella legge di bilancio.

Questa è l’amara realtà: questo Governo ci ha profondamente delusi. Avremmo voluto almeno il rispetto di essere considerati come persone se non voleva considerarci come Ricorrenti. Avremmo accettato anche che ci avessero detto che non abbiamo alcun diritto, piuttosto che essere ignorati. Questo Governo sa perfettamente quanto è accaduto e quanto sta accadendo nelle aule dei Tribunali, perché lo abbiamo detto e ribadito in tutte le sedi, nella Sala Conferenza della Camera dei Deputati e nelle Piazze, negli Uffici del MIUR e in tutti i comunicati che la stampa libera ci ha permesso di divulgare.

Ma il Ministro finge di non sapere e continua a costruire sulle macerie del vecchio concorso senza sgombrare il campo e le coscienze dagli errori del passato, senza considerare che il nuovo bando sarà accompagnato da una valanga di ricorsi e mobilitazioni da tutte le parti e che sarà viziato già in partenza.

Se il Ministro non vuole fare giustizia salvi almeno la faccia, abbia il coraggio di prendere una posizione, abbia il coraggio di dichiarare che l’ultimo concorso a Ds è stato perfettamente legittimo e trasparente in tutte le Regioni d’Italia! Dica apertamente che considera irrilevante il rinvio a giudizio dei membri delle commissioni giudicatrici!Dica che la legge non è uguale per tutti e che noi Ricorrenti del Concorso Ds 2011 siamo diversi davanti alla legge rispetto ai Ricorrenti del 2004/2006!

Voglio infine ricordare al Ministro Fedeli che può ancora costituirsi parte civile nei processi che riguardano il Concorso a Dirigente scolastico 2011, visto che ha dichiarato di volersi costituire parte civile nel processo che riguarda i concorsi truccati all’università, sempre che ritenga la scuola meritevole della stessa attenzione.

Ringrazio però, a nome del Comitato, i Senatori e i Deputati che hanno presentato le molteplici proposte di soluzione e che sono stati al nostro fianco conducendo delle vere e proprie battaglie nelle aule del Parlamento. Sono parlamentari di tutte le forze politiche e la loro volontà di fare giustizia si è sempre scontrata contro l’ostinazione del Governo che ha di fatto impedito ogni soluzione che restituisse dignità al Ministero.

Ormai è solo a loro che ci rivolgiamo, non più a chi ha il compito istituzionale di risolvere e lo disattende. Ci rivolgiamo a quei parlamentari che finora ci hanno sostenuto affinché continuino ad essere al nostro fianco: nessuna battaglia è perduta se è una battaglia per la difesa dei diritti! A loro rimarrà l’onore e l’orgoglio di essersi impegnati per una causa giusta, lasciando ad altri la vergogna di ciò che avrebbero potuto fare per ristabilire equità e giustizia e che invece non hanno fatto!”.

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