Concorso dirigenti scolastici, Cicero (Ancodis): “Un bando arcaico superato dalla complessità della scuola autonoma”

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L’attesa è fervente tra le fila della scuola italiana per la pubblicazione del bando di reclutamento di 587 posti mediante procedura ordinaria e 392 posti attraverso procedura straordinaria per i dirigenti scolastici.

Tuttavia, la bozza del regolamento, che sembra essere confermato, porta con sé l’ombra di un bando arcaico, inadeguato di fronte alla complessità dell’odierna scuola autonoma.

Per partecipare, è richiesto uno dei seguenti titoli culturali: Diploma di Laurea, Laurea Magistrale o Specialistica, Diploma Accademico di II livello, o Diploma Accademico di vecchio ordinamento. Inoltre, i candidati devono detenere un contratto a tempo indeterminato e avere alle spalle un servizio effettivo di almeno 5 anni. L’accesso al concorso per la vitale funzione dirigenziale nella scuola autonoma italiana si limita dunque al possesso di un titolo culturale e un servizio quinquennale, senza alcun accenno all’esperienza pratica nella governance scolastica.

Questa configurazione rischia di trascurare l’importanza della esperienza sul campo, fondamentale per navigare la complessità delle relazioni interne ed esterne, la connessione con il territorio e tutte le sfide connesse alla guida di una scuola autonoma. Il Presidente di A.N.Co.Di.S. (Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici), Rosolino Cicero, sottolinea l’importanza di “respirare” l’aria della governance scolastica per chi ambisce a un ruolo dirigenziale. La conoscenza reale dei processi decisionali, delle azioni progettuali, delle piattaforme ministeriali è imprescindibile e può essere acquisita solo attraverso incarichi pratici.

Le voci provenienti dal mondo della politica e sindacale sembrano sottovalutare la NECESSARIA, CERTIFICATA e VERIFICATA esperienza professionale che, come afferma Cicero, può essere acquisita soltanto attraverso incarichi per il funzionamento organizzativo e didattico. La proposta è quella di strutturare un middle management scolastico riconosciuto, con anni di esperienza concreta sul campo, da cui selezionare i futuri dirigenti scolastici.

Il monito è chiaro: se si vogliono dirigenti scolastici pronti a governare le acque tempestose delle scuole di periferia e dei territori abbandonati, è imperativo aggiornare il prossimo bando. La complessità della scuola autonoma necessita di una guida esperta, capace di gestire la realtà scolastica basandosi su una precedente esperienza professionale. Il dibattito deve trascendere l’argomento dell’identità di genere e focalizzarsi sulla preparazione concreta e l’esperienza dei futuri dirigenti scolastici.

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