Concorso Dirigenti Scolastici Campania: stato di avanzamento dei lavori correzione prove scritte

Di Lalla
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A. I. M. C. Salerno – L’Associazione Italiana Maestri Cattolici della Provincia di Salerno, che aveva espresso alla Segreteria Particolare del Ministro dell’istruzione e alla competente Direzione generale per il personale scolastico, in una lettera datata 30 maggio u. s., perplessità in merito al ritardo accumulato dalle commissioni preposte alla revisione e alla valutazione degli elaborati redatti dai candidati ammessi alla seconda fase del Concorso a posti di dirigente scolastico in svolgimento in Campania, in via preliminare è grata ad entrambi gli uffici del Miur per il sollecito, cortese riscontro assicurato in data 11 giugno 2012.

A. I. M. C. Salerno – L’Associazione Italiana Maestri Cattolici della Provincia di Salerno, che aveva espresso alla Segreteria Particolare del Ministro dell’istruzione e alla competente Direzione generale per il personale scolastico, in una lettera datata 30 maggio u. s., perplessità in merito al ritardo accumulato dalle commissioni preposte alla revisione e alla valutazione degli elaborati redatti dai candidati ammessi alla seconda fase del Concorso a posti di dirigente scolastico in svolgimento in Campania, in via preliminare è grata ad entrambi gli uffici del Miur per il sollecito, cortese riscontro assicurato in data 11 giugno 2012.

Conferma il suo giudizio negativo sull’atteggiamento eccessivamente tollerante ed omissivo assunto dall’Amministrazione scolastica regionale e centrale nei riguardi della Regione Campania e delle corrispondenti presidenze delle cinque amministrazioni provinciali che non hanno mai dato applicazione ai diversi provvedimenti legislativi i quali imponevano l’obbligo di procedere alla definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti appunto nelle competenze delle regioni e degli enti locali.

A sostegno di questa valutazione si richiama la pubblicazione in data 13 luglio 2011 del D. D. G. contenente il bando di concorso inclusivo dell’allegato 1 con l’indicazione di 224 posti messi a concorso per la Campania. Detto bando seguiva di ben sette giorni l’emanazione del decreto legge n. 98 del 06.07.2011, contenente anche l’articolo 19 coi commi 4 e 5 che disponevano l’aggregazione in istituti comprensivi delle direzioni didattiche e delle scuole secondarie di primo grado, nuovi parametri numerici per il riconoscimento delle istituzioni scolastiche autonome e una limitata assegnazione alle stesse di dirigenti scolastici a tempo indeterminato.

Tutto l’impianto del citato decreto legge, convertito nella legge n. 111 appena due giorni dopo la pubblicazione del richiamato bando di concorso, risultava, pertanto, finalizzato alla ‘ stabilizzazione finanziaria’, comprensiva della ‘ razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica ‘. Risultano di conseguenza contraddittorie e fuorvianti le note n. 5889 del 13 luglio 2011 e n. 8220 del 07 ottobre 2011 della competente direzione generale del Miur, entrambe dirette ai direttori generali degli uffici scolastici regionali, con le quali si dispone, nell’ordine, prima il divieto di procedere all’aggregazione degli istituti così come stabilito dal decreto legge n. 98/2011 per possibile illegittimità costituzionale e, la seconda, sollecitatrice, al contrario, di ‘ immediati contatti coi competenti Uffici regionali’ ai fini dell’applicazione di quanto disposto dal più volte citato decreto legge, convertito ormai in legge dello Stato, stante la prioritaria finalità di contenimento della spesa pubblica, in verità elusa del tutto nella precedente nota del 13 luglio.

L’Associazione Italiana Maestri Cattolici della provincia di Salerno ritiene che volute omissioni alimentate da convenienze elettorali da parte dei locali amministratori degli enti locali, chiamati a deliberare in merito alla razionalizzazione della rete scolastica in Campania, e un atteggiamento elusivo, tollerante e temporeggiatore dell’amministrazione scolastica regionale e centrale abbiano di fatto prodotto una riduzione immediata di centinaia di posti di dirigente scolastico che, al contrario, il corretto rispetto di quanto già stabilito dal DPR n. 233/1998 e dalle norme successive avrebbe reso possibile un graduale contenimento del relativo organico regionale, determinando un consistente risparmio alla spesa pubblica e, da parte degli aspiranti al ruolo di d. s., una lettura realistica dell’effettiva consistenza dei posti disponibili.

Questa Associazione professionale, al contrario, prende atto con favore che il ritardo nella pubblicazione dell’elenco dei candidati ammessi alla prova orale sia determinato esclusivamente dal rilevante numero di elaborati da valutare ( n. 3640 su 1.820 candidati presenti alle prove scritte tra ammessi regolari e concorrenti destinatari di favorevole decisione da parte del competente Tar ).

La presenza di quattro commissioni ( la principale e tre sottocommissioni ), infatti, per taluni aspetti rende decisamente più laboriose le operazioni valutative in quanto impegna il presidente a svolgere, ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del DPR n. 140/2008, ‘ le funzioni di coordinamento per definire collegialmente i criteri generali per lo svolgimento delle attività concorsuali’. Dette funzioni, risentendo inevitabilmente anche della ben nota sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana, equiordinato – come è noto – al Consiglio di Stato con riguardo al territorio regionale dell’isola, che annullò il concorso a dirigente scolastico bandito il 22.11.2004, non possono limitarsi alla definizione dei criteri generali ma vanno espresse e monitorate costantemente al fine di contenere al minimo le inevitabili sperequazioni emergenti in sede di valutazione tra una commissione e l’altra.

Il meritorio lavoro in svolgimento da parte del presidente della Commissione, tra l’altro autorevole preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno, assicura, pertanto, alle attività concorsuali un più accorto, equo e responsabile impegno in sede valutativa. Se si tiene anche conto di quanto stabilito dal decreto interministeriale del 12 marzo 2012 che limita, per il presidente e per i singoli componenti della commissione, rispettivamente ad euro 251,00 e 209,54 il compenso base da corrispondere per il loro lavoro integrato con un compenso aggiuntivo di euro 0,50 per ciascun elaborato o candidato esaminato, si comprende bene come l’impegno complessivo espresso dall’intero gruppo di valutatori va catalogato in un autentico servizio reso allo Stato.

Di conseguenza l’Associazione Italiana Maestri Cattolici della provincia di Salerno, nel considerare il mese di ottobre 2012 molto probabile limite datosi dalla Commissione per la pubblicazione dell’elenco dei candidati ammessi alla prova orale, considera questo termine ampiamente compatibile con la mancanza di posti disponibili per l’anno scolastico 2012/2013 e con la triennale efficacia della graduatoria di merito che scaturirà dalla definitiva conclusione delle operazioni concorsuali.

Il presidente A. I. M. C. della Provincia di Salerno

f.to Ambrogio Ietto

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