Concorso Dirigenti scolastici 2015: titoli culturali varranno pochissimo. Punti critici del Decreto

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L'avvio del concorso per diventare Dirigenti scolastici prenderà il via in primavera, il sigillo è stato messo dal Decreto Mille proroghe. Decreto pubblicato entro il marzo del 2015.

L'avvio del concorso per diventare Dirigenti scolastici prenderà il via in primavera, il sigillo è stato messo dal Decreto Mille proroghe. Decreto pubblicato entro il marzo del 2015.

Abbiamo già analizzato il Decreto in molti suoi dettagli, ma ci sono anche dei rilievi che ha evidenziato l'ANP in occasione del commento al Decreto illustrato durante una informativa al Ministero.

Tempistica

Innanzitutto la tempistica. Difatti, per legge il bando del nuovo concorso sarebbe dovuto essere pubblicato entro dicembre 2014. Data evidentemente non rispettata, con ritardo sancito dal Decreto milleproroghe. Se ne riparlerà in primavera, ma ciò che lascia maggiormente perplessi, è la futura sovrapposizione nel susseguirsi dei concorsi che dovranno essere banditi annualmente. In pratica, la fase finale del concorso 2015 e quella iniziale del concorso 2016 si sovrapporranno.

Valore titoli

Una delle novità del nuovo concorso riguarda il valore dei titoli. Innanzitutto, ricordiamo che i titoli saranno valutati soltanto a coloro che avranno superato la fase concorsuale e saranno così distribuiti: metà titoli culturali e metà di servizio, per un massimo di 20 punti.
Su questo punto l'ANP ha espresso perplessità, ritenendo esiguo il peso attribuito ai titoli rispetto al totale dei punti disponibili. Il regolamento precedente dava loro 30/120, forse troppo, ammette l'ANP: ma per il concorso 2015 ne prevede solo 20/320, che il sindacato ritiene troppo poco. "Per questa via, – ha scritto l'ANP – si svuota di significato sostanziale la previsione di legge che aveva inteso riconoscere una rilevanza sostanziale ad alcuni titoli culturali di particolare natura."

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Troppe passaggi valutativi

Altro elemento di preoccupazione consiste nel numero di di passaggi valutativi intermedi. La critica riguarda due aspetti: percorso ancor più impegnativo che per il passato; moltiplicazione dei punti di attacco per il contenzioso. Quest'ultimo punto, in particolare, potrebbe comportare rischi connessi per la tenuta della stessa procedura che ha uno dei suoi cardini nella regolare periodicità annuale del reclutamento.

Contenuti  delle prove

Stessa minestra ma forma diversa. Una scelta che non convince l'ANP è quella di aver assegnato a tutte le prove lo stesso contenuto, differenziandole solo per le modalità di svolgimento (test, saggio, quesiti a risposta aperta, colloquio). Forse, sostiene il sindacato "sarebbe apparso più convincente che ad ogni prova corrispondesse l’accertamento di una specifica competenza (e cioè un fine) e non solo una diversa tecnica di accertamento (e cioè uno strumento)."

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