Concorso Dirigenti: in graduatoria per l’assunzione anche chi non ha superato il test preselettivo. Scarica sentenza

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Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 200 depositata il 7 gennaio 2021, previa riunione di due ricorsi (uno avanzato dal Miur, l’altro contro, ma entrambi avverso la sentenza TAR Lazio-Roma, Sez. III-bis, 11 dicembre 2017 n. 12232) ha confermato le decisioni di primo grado, spiegando che è legittima la permanenza nella graduatoria di concorso degli aspiranti DS, anche se ammessi con riserva per non aver superato il test, a condizione che abbiano superato le prove scritte e orali previste dal bando dello stesso concorso.

 E ciò in quanto, nella specie, si è verificata una situazione straordinaria ed eccezionale: il numero di organico effettivamente necessario si è manifestato maggiore di quello in prima battuta previsto tramite il bando di concorso del 2011.

La vicenda

Alcuni aspiranti presidi avevano partecipato al concorso per il reclutamento, su base regionale, di n. 2386 DS indetto con decreto del luglio 2011 e avevano superato le prove selettive previste dalle regole della procedura. Le due appellate (in entrambi i giudizi riuniti), invece, non avevano superato le prove preselettive, non riportando un punteggio uguale o maggiore a 80/100. Queste ultime, come molti altri candidati che non avevano superato i test preselettivi, avevano proposto ricorso innanzi al TAR Campania impugnando il giudizio di non idoneità e, di conseguenza, la non ammissione alle successive prove scritte, altresì chiedendo l’adozione di misure cautelari monocratiche urgenti, stante l’imminente svolgimento delle predette prove scritte.

Le irregolarità dei test

I ricorrenti in primo grado (inizialmente innanzi al TAR per la Campania e poi innanzi al TAR per il Lazio), come gli altri candidati (con ulteriori gravami) chiedevano l’annullamento della prova preselettiva perché affetta da numerose illegittimità: in particolare denunciavano la circostanza per cui, nonostante l’eliminazione di 976 quesiti errati dall’archivio informatico, ma non anche dal volume cartaceo fornito ai candidati durante la prova preselettiva, erano stati segnalati altri 172 quesiti errati, che non erano mai stati eliminati dall’archivio e che nella batterie di 100 domande estrapolate dal predetto archivio per essere sottoposte ai candidati durante la prova preselettiva del 12 ottobre 2011, erano emerse alcune domande contenenti errori o indicazioni fuorvianti in quanto contenenti più di una risposta esatta.

Il carattere straordinario delle circostanze

Il Consiglio di Stato, nel rigettare entrambi gli appelli riuniti, ha ribadito che l’ “ordinaria” selettività dei concorsi pubblici non ostacola eventuali deroghe di carattere “extra”-ordinario. In particolare, il collegio fa riferimento alla possibilità di reclutare “ogni” aspirante al ruolo di dirigente scolastico, qualora venga accertato il bisogno, fattuale, di assegnare ruoli in numero maggiore rispetto alle assunzioni pianificate tramite il bando di concorso. Per l’effetto, qualora ricorra tale circostanza, decade l’esigenza, già fissata dal bando, di operare una selezione preliminare tramite i test. Come ulteriore effetto, la graduatoria di concorso diventa una “graduatoria ad esaurimento”.

La trasformazione delle graduatorie

Il Consiglio di Stato ha osservato che il bando col quale è stata avviata la procedura contestata aveva ad oggetto un ordinario concorso per l’arruolamento di dirigenti scolastici nelle amministrazioni scolastiche periferiche, tuttavia per effetto della previsione dell’art. 17, comma 1-bis, d.l. 12 settembre 2013, n. 104 (convertito nella l. n. 128/2013), “le graduatorie di merito regionali del concorso a dirigente scolastico, indetto con decreto del Direttore Generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, per la copertura di n. 2.386 posti complessivi, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento”, sicché la graduatoria di merito del concorso è stata trasformata in una graduatoria ad esaurimento, stravolgendo giuridicamente e sostanzialmente la ratio concorsuale che aveva caratterizzato la procedura e la rilevanza selettiva delle prove alle quali i candidati dovevano sottoporsi, divenendo una procedura “idoneativa” nella quale la risorsa da “scarsa” è divenuta “disponibile” per tutti quei candidati che avevano dimostrato (posto che le prove erano state già espletate al momento dell’entrata in vigore della norma) di possedere i requisiti scientifico-culturali per assumere il ruolo di dirigenti scolastici, avendo superato le prove sia scritte che orali.

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