Concorso dirigenti annullato dal Tar, Mele “sì emendamento che risolva situazione ricorrenti”

di Vincenzo Brancatisano
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“Chiediamo che il Parlamento trovi una soluzione prima che il Consiglio di Stato emetta la sua sentenza”.

Il Comitato “Trasparenza è partecipazione”c he riunisce molti candidati all’ultimo concorso per dirigente scolastico, poi bocciati, è sceso in campo ieri a Roma con un sit in. I delegati, capitanati dalla presidentessa Teresa Mele, hanno incontrato uomini politici con i quali hanno discusso di un emendamento diretto a trovare una soluzione. La sentenza del Consiglio di Stato, che aveva sospeso in via cautelare la sentenza del Tar del Lazio, che a sua volta aveva sospeso l’iter di svolgimento del concorso, è attesa per il prossimo 12 marzo a meno che non venga differita la data . “Noi ci aspettiamo un emendamento da parte del Parlamento – spiega Mele – che argini e anzi sani la situazione per i ricorrenti. Noi abbiamo espresso le nostre doglianze in un documento. Speriamo ora che confluiscano in un emendamento”. Il Comitato “Trasparenza è Partecipazione”, che annovera al momento circa mille aderenti distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha tra i suoi principi ispiratori le finalità di promuovere, vigilare e verificare che lo svolgimento delle procedure concorsuali all’interno della pubblica Amministrazione avvengano nel rispetto dei principi costituzionali, in particolare quelli sanciti dagli artt. 3 e 97 Costituzione, e di quelli dettati dalla legge sul procedimento amministrativo. In particolare il Comitato vuole portare all’attenzione del Miur i risultati della sua recente attività inerente il Concorso per Dirigenti Scolastici.

Professoressa Teresa Mele, quali sono le vostre contestazioni?

“Contestiamo la disparità di trattamento tra le diverse Commissioni poiché c’è stata una discrezionalità tecnica. I criteri di valutazione sono stati applicati in maniera diversa da Commissione a Commissione. Inoltre ci sono stati problemi con il Cineca, c’è un mancato accesso agli atti. Non ci è stato dato il codice sorgente, che serviva per avere i file della prova per acquisire le risposte che erano state date da molti candidati e che per malfunzionamento non si trovano”.

I vincitori, che poi sono stati assunti, rispondono che il concorso è stato molto rigoroso, svolto a livello nazionale, per evitare favoritismi

“Sì, è stato più selettivo, perché svolto a livello nazionale. Per lo scritto invece abbiamo dati discordanti. In alcune Commissioni ci sono stati molti bocciati in altre molti promossi, abbiamo i dati statistici”.

Che cosa succederebbe se il Consiglio di Stato annullasse il concorso?

“Noi non lo sappiamo. Le persone che hanno avuto il ruolo resterebbero. Per quanto concerne la nostra posizione, noi non lo sappiamo. Ecco perché chiediamo che venga trovata, prima, una soluzione politica.

Ad esempio?

“Ad esempio un corso concorso che consenta anche a noi di rientrare in gioco”.

Che cosa avete ottenuto a Roma?

“Abbiamo fatto un sit in con l’Anief e abbiamo manifestato chiedendo alle rappresentanze politiche di approvare un emendamento che chiaramente coinvolga anche noi ricorrenti”.

Approfondimento Cronistoria del concorso nazionale per il reclutamento dei Dirigenti scolastici

La cronistoria del concorso bandito con D.D.G. n. 1259/2017 – spiega il Comitato “Trasparenza e Partecipazione – è compendiabile ufficialmente nelle seguenti tappe: Prova preselettiva (23 luglio 2017), prova scritta (18 ottobre 2018), prova differita per i Sardi (13 dicembre 2018), pubblicazione della graduatoria degli ammessi alla prova orale (27 marzo 2019), accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di accesso al codice sorgente che ha generato e gestito la prova scritta (sentenza n. 7333, pubblicata il 6 giugno 2019),“sentenza breve”di annullamento della procedura concorsuale (sentenze Tar n.8655/2019 e n. 8670/2019 del 2 luglio 2019); accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’appello cautelare del Miur per la sospensione dell’efficacia della predetta sentenza per “[…] la tempestiva conclusione della procedura (sentenza n. 5742 del 12 luglio 2019)”; slittamento dell’udienza del Consiglio di Stato per l’esame nel merito dal 17 ottobre 2019 al 12 marzo 2020; emanazione delle Ordinanze del Tar Lazio n. 10866 e n. 10868 dell’11 settembre 2019,atte a disporre gli “incombenti istruttori”, alla luce degli “specifici ed articolati motivi di ricorso”; Ordinanza del Consiglio di Stato N. 04803 del 23-09-2019 di accoglimento dell’istanza cautelare del ricorso numero: 6356/2019 e sospensione dell’esecutività della sentenza di reiezione del primo Giudice – disponente l’esclusione dalla prova preselettiva del Concorso – ai fini dell’ammissione con riserva della parte appellante alle “ulteriori prove di concorso”, “considerato che l’esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado è idoneo ad arrecare […] un danno grave e irreparabile”; artata evasione delle richieste di accesso alle prove dei vincitori con la “concessione” di un campione anonimo di 50 prove, corredate da griglie e verbali di correzione, tramite il sistema POLIS (4-10-2019).

All’indomani dell’8 maggio 2019 (data in cui i candidati hanno potuto visionare i risultati relativi alla correzione) il Comitato, analizzando i dati in possesso, ha evidenziato che la procedura di valutazione delle prove scritte non è stata soggetta a una “dispersione naturale” e su di essa sembrerebbero essere intervenute quelle che in gergo statistico (con particolare riferimento allo Statistical Process Control) sono dette “cause esterne o speciali”. Diverse sono le doglianze rappresentate dal Comitato :Violazione dell’art. 8, c. 2 del D.D.G 1259/2017, statuente l’unicità della prova nazionalee la correlata configurazione di disparità di trattamento, a seguito della ripetizione della prova preselettiva per 21 candidati campani, del differimento della prova scritta per i candidati sardi, pur ad invarianza dei quadri di riferimento, della non simultaneità della prova scritta computerizzate dell’eterogeneità di conduzione dei controlli effettuati nelle singole sedi.

Il Comitato punta a dimostrare una presunta, e tutta da dimostrare, violazione dell’anonimato e criticità connesse all’utilizzo del software Cineca. Inoltre si evidenziano una presunta alterazione/cancellazione dei metadati relativi al corredo documentale di ciascun concorrente con la relativa perdita della memoria storica e della tracciabilità degli elaborati, una elevata varianza della percentuale di ammessi per Commissione. E una presunta violazione dei principi di pubblicità e trasparenza. E ancora, la “non disponibilità del Miur a consegnare il codice sorgente del software Cineca, l’utilizzo di griglie di valutazione sprovviste di indicatori e la pubblicazione di una graduatoria finale priva di dati analitici costituiscono elementi satellitari intorno ad una più vasta regione di opacità: inibizione dell’esercizio del diritto di accesso, pur in presenza di interessi diretti, concreti e attuali, escludendosi in radice l’esigenza di riservatezza a tutela di terzi. A data odierna, infatti, le numerosissime istanze ostensive risultano ancora disattese”. Si contesta infine il disattendimento del principio di competenza tecnica: “Parimenti inopportuno, a seguito dell’annullamento disposto dal Tar – lamenta il Comitato – risulta il provvedimento di assegnazione ai ruoli dei vincitori, poiché la concessione della sospensiva dell’efficacia della sentenza, in accoglimento dell’istanza cautelare del Miur, era finalizzata solo ed esclusivamente a terminare la procedura.Tutte queste doglianze “sono sostenute da numerosi documenti”, spiega il Comitato, che auspica  “un solerte intervento teso a ripristinare l’effettività dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza e, soprattutto, a reperire idonee soluzioni che realmente contemperino le posizioni lese e il preminente interesse pubblico”.

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