Concorso dirigente scolastico, movimento “Trasparenze e Merito”: disattese norme fondamentali

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Comunicato Movimento “Trasparenze e Merito” – Un gruppo di docenti, che hanno sostenuto la prova scritta del Corso-concorso per Dirigenti scolastici (DDG 1259/2017), si sono organizzati in un movimento spontaneo “ Trasparenza e merito, ), perché pur individuando nell’operato del Ministero la volontà di organizzare una selezione che sfugga al controllo dei “favoritismi” personali, rilevano, invece, che sono stati disattesi gli elementi fondamentali delle norme della giurisprudenza italiana ed intendono sollecitare l’opinione pubblica e i partiti politici per ripristinare i DIRITTI VIOLATI, in nome dello Stato democratico e civile.

Non chiediamo di essere riammessi alle prove, ma auspichiamo un
tavolo di confronto per richiamare le istituzioni politiche al loro ruolo fondamentale: quello di essere garante dei diritti dei cittadini, sapendosi interporre tra questi e la pubblica amministrazione, restituendo regolarità a procedure rappresentative della società civile e democratica, fondata sul diritto codificato. Auspichiamo che i rappresentanti del comitato possano
evitare che in futuro si presentino ed in particolare

  • La procedura ed i meccanismi di abbinamento delle prove dei singoli candidati alle commissioni non è tuttora noto. Si ipotizza un criterio definito “random”, il quale non è stato formalizzato per la prova scritta. Intanto per gli orali si è organizzato una modalità che cerca di eludere la possibilità che le commissioni distribuite su regioni, potessero correggere elaborati prodotti da candidati della stessa regione in realtà se questo avviene per molti, mentre alcuni candidati, come risulta dagli elenchi, risultano ammessi a sostenere la prova orale nella città di residenza, generando così disparità di trattamento.
  • La correzione delle prove scritte presso ben 37 sottocommissioni diverse, la cui omogeneità nei criteri di correzione doveva essere garantita da una commissione-madre operante genericamente presso “la Provincia di Roma dove ha sede il Miur”, a quanto risulta dal verbale del 25 gennaio 2019.
  • La griglia di valutazione delle prove scritte pubblicata il 17 ottobre 2018, ha subito modifiche , poiché sono stati dettagliati gli indicatori e i descrittori, ma essa è stata pubblicata dopo la correzione delle prove scritte, ossia in data 19/04/2019.
  • La prova scritta non è stata unica su tutto il territorio nazionale come prevedeva il bando di concorso. Pur ammettendo che il diritto dei concorrenti della Sardegna doveva essere garantito, non si comprendono le ragioni del differimento di ben 55 giorni ( la data ufficiale era il 18/10/2018, mentre la prova differita per cause naturali è stata sostenuta il 13/12/2018), considerando che questi ultimi hanno avuto, anche, a disposizione gli stessi quadri di riferimento con i riferimenti normativi e bibliografici ( anche delle lingue straniere), oltre che la tipologia dei quesiti.
  • Poco comprensibili risultano le operazioni di scioglimento dell’anonimato, così come è verbalizzato da ufficiali di PG, e pubblicato sul sito del MIUR in data 19/04/2019. La mancata trasparenza è data dalla struttura del verbale, nel quale le operazioni non risultano dettagliate, forse perché sono state verbalizzate le operazioni il giorno dopo e l’orario di apertura del verbale è lo stesso dell’orario di chiusura. Rilevante è l’assenza di organizzazioni riconosciute, le quali erano necessarie per osservare e convalidare le operazioni.
  • Nell’avviso del 19/04/2019, inoltrato anche alle caselle email di istruzione.it di tutti i partecipanti al concorso, si dichiara che i candidati non potranno prendere visione del proprio elaborato su “Istanze on line” che “a partire dall’8 maggio”, cioè ben oltre i trenta giorni previsti dalla legge, almeno per tutti coloro -moltissimi- che hanno fatto tempestiva richiesta di accesso.
  • La decisione è stata presa con una motivazione altrettanto singolare: perché, secondo il Miur,” un gran numero di istanze di accesso agli atti ai sensi della legge 241/90 […] sono state presentate anche ai sensi dell’art. 5, comma II, D. Lgs. n. 33/2013 nelle forme dell’accesso civico generalizzato”. Tuttavia questo non esime il Miur dal pubblicare tempestivamente e comunque non oltre i trenta giorni dalla richiesta, almeno gli atti relativi alle richieste di accesso documentale (L 241/90), al fine di tutelare, oltre all’interesse legittimo dei concorrenti, anche l’Amministrazione da eventuali assunzioni illegittime. D’altronde il Miur si sta dimostrando contraddittorio in primo luogo con sé stesso, in quanto nell’informativa del 21 marzo scorso aveva preannunciato una tempestiva pubblicazione su istanze on line degli elaborati svolti, della griglia di valutazione e del verbale delle operazioni relative alla correzione di essi.
  • La non accessibilità delle prove risulta, inoltre, insolita dal momento che esse sono state prodotte su un elaboratore elettronico e quindi sono in formato digitale e caricabili sulla piattaforma di Istanze online, come aveva già provveduto per la prova preselettiva, caricamento effettuato nell’arco della stessa settimana della effettuazione della prova, nonostante il numero dei concorrenti fosse maggiore.

Ad oltre un mese dalla pubblicazione dell’elenco degli ammessi all’orale, nessun candidato conosce la valutazione della propria prova, pur avendo la possibilità di inserire i titoli sull’apposita piattaforma del MIUR…

Simona Della Valle

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