Concorso dirigente annullamento, se confermato sarà a livello nazionale. Ecco i motivi e il testo della sentenza [PDF]

Ieri la nostra redazione ha dato quasi in tempo reale, grazie alla propria rete di contatti, la notizia dell’annullamento del concorso a dirigente da parte del Tar Lazio.

Un annullamento che attende un prossimo grado di giudizio ma che rischia di mettere nel caos la scuola.

Annullamento nazionale

Notizia attesa e già nell’aria dalla stessa mattina di ieri, quando abbiamo pubblicato una anticipazione sulla volontà da parte dei giudici di dare una risposta ai numerosi ricorsi che chiedevano l’annullamento del concorso. “Decisione del Tar sorprenderà tutti“, titolavamo. Così è stato, con una sentenza che si può certamente definire storica.

I motivi li abbiamo dati ieri, appena ci sono stati forniti: incompatibilità da parte di tre commissari. Una decisione che è stata subito contestata dal Ministero che ci ha inviato un breve lancio annunciando la volontà di ricorrere al Consiglio di Stato.

Bisognerà, pertanto, attendere il prossimo grado di giudizio per sapere se l’annullamento sarà confermato definitivamente oppure no.

Nelle ore immediatamente successive alla notizia, alcuni utenti ci hanno segnalato l’esistenza in rete di fakenews che volevano l’intervento dei giudici solo per l’operato di singole commissioni, quindi non con annullamento a livello nazionale, ma semplicemente una “resa dei conti” per ogni singola sottocommissione.

Le cose, in realtà, non stanno così. Il pronunciamento di ieri è del Tar Lazio e ad essere stata messa in discussione è l’elaborazione delle tabelle di valutazione, nonché dei quesiti di inglese.

Se, quindi, ci sarà annullamento esso sarà per tutto il territorio nazionale e non riguarderà le singole sotto commissioni.

Quali le ragioni di questo annullamento?

Come detto sopra, e come si legge dal testo della sentenza, la motivazione è l’incompatibilità e il conflitto di interessi di tre commissari che hanno contribuito a preparare e approvare i criteri di valutazione e le domande di inglese.

Nel testo della sentenza vengono dati anche i nomi dei commissari che hanno inficiato le procedure concorsuali. Si tratta di Elisabetta Davoli e Francesca Busceti, entrambe impegnate in corsi di formazione per aspiranti dirigenti e che quindi avrebbero potuto avvantaggiare chi ha seguito i loro corsi. E Angelo Francesco Marcucci, sindaco in Campania, quindi con una carica che risulta incompatibile con la partecipazioni a commissioni per i concorsi pubblici.

Marcucci che era già finito sotto i riflettori durante il concorso a dirigente del 2011. Infatti, leggiamo da un pronunciamento del Consiglio di Stato, “tra i commissari risulta il dottor Angelo Francesco Marcucci, dirigente tecnico presso l’U.S.R. Campania, la cui moglie è presente tra i candidati ammessi alle prove scritte e che il medesimo, nonostante l’obbligo di astensione, si è dimesso dalla Commissione, solo dopo che si erano già svolte le prove scritte del concorso.” Chiaramente i motivi al tempo erano completamente diversi.

Cosa accadrà

Il Ministero ha già fatto sapere che ricorrerà al Consiglio di Stato e che, secondo i tecnici del MIUR, “il TAR ha accolto il ricorso sulla base di una censura giudicata infondata“.

Se il CdM dovesse confermare l’annullamento, questo porterà alla necessità di rifare le prove concorsuali a livello nazionale sia dello scritto che dell’orale, dato che le commissioni  non hanno avuto nulla a che vedere con le prove preselettive.

Ad ogni modo, anche se il CdM dovesse rigettare la richiesta del Tar, il capitolo su questo concorso non sarebbe concluso, dato che sono in essere anche denunce penali su alcune irregolarità legate sempre ad alcuni commissari.

Altra questione riguarda quanti hanno già vinto il concorso e che attendono di occupare la posizione di dirigente già da settembre. Un annullamento verrebbe mal digerito e già si discute di un possibile intervento politico per non buttare via il bambino con l’acqua sporca.

 

Pubblicato in Archivio 2019 Argomenti:
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