Concorso: deludente incontro tra i precari e il sottosegretario Ugolini

Di Lalla
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Coordinamento Precari scuola Roma – Nel corso dell’incontro svoltosi in data 8 ottobre al Miur, i precari della scuola hanno esposto al sottosegretario Ugolini la formazione e la composizione del loro movimento, sottolineandone l’apertura, il rifiuto del corporativismo, il fine fondamentale della difesa della scuola pubblica statale condiviso con studenti, genitori, associazioni.

Coordinamento Precari scuola Roma – Nel corso dell’incontro svoltosi in data 8 ottobre al Miur, i precari della scuola hanno esposto al sottosegretario Ugolini la formazione e la composizione del loro movimento, sottolineandone l’apertura, il rifiuto del corporativismo, il fine fondamentale della difesa della scuola pubblica statale condiviso con studenti, genitori, associazioni.

Essi hanno ribadito come il male originario alla base della drammatica situazione della scuola pubblica statale sia costituito dal taglio di otto miliardi e mezzo di euro attuati a partire dalla legge 133 del 2008 e dalla riforma delle superiori dell’ex Ministro Gelmini, provvedimenti che, con tutti i loro corollari, hanno minato profondamente la qualità dell’istruzione. A questi si aggiungono i progetti di privatizzazione che riconoscono il loro simbolo nella c.d. legge Aprea la cui approvazione in commissione cultura è praticamente alle battute finali.

Essi hanno inoltre evidenziato come il nuovo governo tecnico, lungi dal perseguire una lungimirante e necessaria politica di rifinanziamento della scuola, sia invece del tutto in continuità con il precedente: l’innalzamento dell’età pensionabile, il mancato ritiro di tagli e riforme, le riconversioni dgli esuberi (frutto dei citati tagli) sul sostegno e sulle altre classi di concorso, sono infatti tutti provvedimenti che concorrono alla ulteriore perdita di posti di lavoro e al peggioramento della qualità della scuola.

Ed è in tale critico contesto, in cui emergono tutte le drammatiche difficoltà del settore- istruzione pubblica, così pesantemente e ripetutamente colpito dai provvedimenti degli ultimi anni, che il Ministro Profumo ha voluto fortemente bandire il suo "concorsone": un concorso che umilia professionalità, servizio e diritti acquisiti dei precari; che tenta di coprire i tagli economici ancora in atto; che promette posti di lavoro ma di fatto distribuisce briciole; un concorso propagandato come viatico per l’ingresso dei giovani nel mondo della docenza, i primi ad essere esclusi dal bando. Tutto ciò per evidenti fini propagandistici, tra l’altro del tutto inconciliabili con la dichiarata necessità di attenersi ai limiti imposti dal MEF.

Il Sottosegretario Ugolini, nel corso del dibattito nato dagli interventi dei precari, ha sostenuto le seguenti posizioni.

concorso: il concorso obbedisce alla legge dello Stato (lex 306 del 2000 che ha istituito il doppio canale di reclutamento). Non averlo bandito e’ stata una contravvenzione dei precedenti Ministri. Esso inoltre non lederebbe poi i diritti dei precari dal momento che sarà loro consentito di parteciparvi o, in caso contrario, di rimanere in graduatoria da cui si attinge per il 50% dei posti . Quanto alle modalità del concorso e alla distribuzione del punteggio tra servizio, titoli e SSIS ha dichiarato di non voler rispondere. I precari le hanno fatto notare che, considerata la situazione pregressa del precariato, si potrebbe ricorrere a una modifica della legge vigente per evitare la truffa del doppio canale e del concorso.

precariato: il Sottosegretario ha ribadito che il problema vero del reclutamento non e’ il concorso, ma il fatto che il precariato nega il principio didattico fondamentale della continuità. La sua posizione è quella di riprendere il Libro bianco dei tempi del Ministero Fioroni per rivedere i flussi dei contingente e superare la folle distinzione tra organico di diritto e di fatto, sistema che impedisce la stabilizzazione degli insegnanti precari, incidendo in tal modo sull’anzianità dei docenti che arrivano al ruolo dopo troppi anni passati in graduatoria.

In conclusione ciò che è emerso chiaramente dall’incontro è in particolare, l’assenza di una qualsiasi motivazione o argomentazione di carattere culturale alla base della scelta del concorso, frutto esclusivamente dell’applicazione della citata legge del doppio canale. Più in generale si è colta inoltre una certa incapacità nella gestione di un fenomeno così complesso come quello della scuola e del reclutamento degli insegnanti da parte del Miur, che, con il concorso, ha scelto la strada del facile e apparentemente largo consenso.

Infine è emerso (prospettiva personale della Ugolini), l’auspicio di un ritorno al Libro bianco di Fioroni, progetto da cui poi poter ripartire per una complessiva riorganizzazione del reclutamento dei docenti.

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