Il concorso che inizierà domani non lo posso fare. Ho dimenticato, nel mio percorso, di fare un percorso abilitante. Mi rifiuto di appellarmi a ricorsi. Lettera

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Sono un insegnante di III fascia di istituto. Leggo spesso orizzontescuola e spesso mi piace. Ho sempre creduto nella formazione ampia, ad ampio respiro, nello studio dei fondamentali, delle basi fondamentali della conoscenza umana. Sono inserito in tre/quattro classi di concorso. Materie letterarie e filosofiche e scienze umane.

Sono un insegnante di III fascia di istituto. Leggo spesso orizzontescuola e spesso mi piace. Ho sempre creduto nella formazione ampia, ad ampio respiro, nello studio dei fondamentali, delle basi fondamentali della conoscenza umana. Sono inserito in tre/quattro classi di concorso. Materie letterarie e filosofiche e scienze umane.

Con le nuove classi di concorso mi si aprono le porte per altre cinque afferenti alle discipline musicali. Il mio diploma di conservatorio in corno non era incluso fino ad oggi tra quelli che permettevano di insegnare musica.

Nelle nuove classi di concorso unito al diploma delle superiori ora è possibile. Ho fatto l'istituto tecnico per geometri controvoglia, mi ci hanno mandato i miei genitori, insegnanti di materie letterarie filosofiche e di latino (diplomati di liceo classico), perché, forse, non volevano che facessi l'insegnante. Ho fatto anche il tirocinio della libera professione e concluso. Ho fatto il servizio militare.

Però mi sono iscritto a filosofia a Pisa che era la mia grande passione. Ho studiato il Protagora, il Menone, La Repubblica… Diderot. mi sono laureato nel novembre del 2001 e uno studioso molto importante (che non posso citare per ragioni di riservatezza) in sede di discussione di tesi mi consigliò di proseguire con la carriera universitaria. Parallelamente ho svolto sempre attività di volontariato nelle associazioni UNITALSI, ANFASS, San Vincenzo de' Paoli.

Ho continuato a studiare iscrivendomi ad una II laurea in storia in attesa di trovare un corso di dottorato di ricerca. Ignoravo le scuole di specializzazione all'insegnamento. A quell'epoca pensavo di fare veramente la carriera universitaria magari in un paese britannico visto che conosco l'inglese (C1), perché l'ho imparato abitando in ambiente universitario inglese. Ho fatto vari lavori in biblioteca, in libreria, in negozi di vini, sia in Italia che in Inghilterra.

Vincevo, nel frattempo, vari concorsi, idoneità di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca. Lontani da casa. Aspettai e lo vinsi a Pisa. Senza borsa di studio. Per tutta una serie di vicissitudini che ineriscono al mondo dell'accademia mi sono trovato a passare tutti i corsi interni del corso di dottorato e le commissioni intermedie. Purtroppo, però, mi trovai di fronte la possibilità di discutere la II laurea in storia con molti crediti all'attivo, compresi quelli per insegnare materie letterarie alle scuole medie e superiori (compreso l'esame di latino che le nuove classi di concorso non prevedono più), e di provare ancora con la carriera universitaria. In quel momento era divenuto un bivio e non più, per ragioni forse di tempo, un'unica strada. Conclusi con la seconda laurea con un totale di 40 esami annuali all'attivo. 19 di filosofia e 21 di storia. Convalidati esclusi per elevare la media del libretto. Insomma, un po' di Marc Bloch l'ho studiato.

Nel mezzo alle due lauree, pensando all'allineamento agli standards europei, volli completare la mia esperienza pratica nel settore del volontariato e del lavoro con le persone disabili, con un Master universitario di II livello in psicopedagogia. Pensavo che prima o poi potesse diventare titolo utile per l'accesso alla classe di sostegno. Laureato in storia, ho cominciato ad insegnare nelle mie classi di concorso, specialmente nella A043.

E ora, includendo anche coperture di cattedre vacanti, ho raccolto 6 anni di esperienza lavorativa direttamente nel settore. Prima, durante la II laurea ho lavorato per i servizi del comune collaborando con gli assistenti sociali insegnando a ragazzi con difficoltà di vario genere. Ho lavorato con l'associazione ANGSA. Associazione di genitori soggetti autistici. La mia tesi di Master verteva su questo argomento.

So usare il computer. A livello operativo piuttosto bene. Sono un sommelier semiprofessionista con la specializzazione in tecniche di servizio. Per divertimento, o per passione, mi sono diplomato al conservatorio in strumento musicale. Per anni ho suonato nelle filarmoniche locali. Tutti gli anni tengo corsi estivi di materie letterarie nelle scuole superiori.

Feci il concorso 2013. Nella mia classe ho preso 6. Ci voleva 7. O meglio ho preso 24/40 e ci voleva 28/40. è stato, insieme al dottorato di ricerca,ciò che ho fallito. Forse, per la formazione della consapevolezza ci vogliono anche quelli, dei fallimenti. Q

uest'anno, a causa delle mie capacità di stare con ragazzi disabili gravi, mi hanno dato delle ore per stare con loro all'interno della scuola dove sto insegnando fino al 30 giugno.

Ogni anno seguo corsi di aggiornamento su alternanza scuola lavoro, sulla formazione degli insegnanti nell'affrontare problemi specifici, d'emergenza, di risoluzione pratica di alcune problematiche riguardanti l'adolescenza. Aggiornamenti di tecniche d'insegnamento della musica.

Insomma, mi ritengo un educatore.

Il concorso che inizierà domani non lo posso fare. Ho dimenticato, nel mio percorso, di fare un percorso abilitante. Mi rifiuto di appellarmi a ricorsi.

Credo che le fonti del diritto ci siano e che non sia giusto dover ricorrere per avere un diritto.  Ho studiato la storia e la tecnica dell'educazione negli esami universitari, nella pratica controllata e verificata negli ambienti entro i quali ho lavorato, nel master universitario con tirocinio incluso e svolto presso ospedali pubblici nazionali. Ma mi è sfuggito un anno di percorso abilitante. Il prossimo anno rischio di non insegnare più.

Dopo il 2017, è molto probabile che non insegni più nella scuola. Per gli standard europeilL'equivalente di tre lauree triennali, e tre biennali e anni di esperienza di lavoro e conoscenza elevata della lingua inglese insieme a molte altre capacità collegate alla perseveranza unite a resilienza e piccola quantità di fallimenti inserita in un quadro di positività rischia di essere sfruttata altrimenti… Cari saluti,

Leo Ferrini

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