Concorso a cattedra: il tema non ci sarà più, ma disorganizzazione (e presunte) irregolarità rimangono tutte

Di Lalla
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Lalla – L’addio al temone da concorso era stato proposto da Profumo come una delle novità del concorso docenti 2012. Al suo posto una serie di domanda a risposta aperta da sintetizzare in 22 righe. Eppure, ci raccontano in redazione, non sono mancate irregolarità e disorganizzazione tipiche del concorso anni ’90, agevolate anzi da quello che abbiamo definito il "concorso a misura di smartphone".

Lalla – L’addio al temone da concorso era stato proposto da Profumo come una delle novità del concorso docenti 2012. Al suo posto una serie di domanda a risposta aperta da sintetizzare in 22 righe. Eppure, ci raccontano in redazione, non sono mancate irregolarità e disorganizzazione tipiche del concorso anni ’90, agevolate anzi da quello che abbiamo definito il "concorso a misura di smartphone".

In estate il Ministro Profumo ci presentava la nuova modalità del concorso a cattedra come una significativa svolta nel reclutamento del personale.

Superato lo scoglio preselettiva (quesiti di logica, competenza linguistica, informatica e comprensione del testo) i candidati sono alle prese con la prova scritta. Non più il tema, prova complessa che impegnava il candidato per molte ore e la commissione in estenuanti sessioni di correzione. Viene quindi proposta una prova semistrutturata con risposte aperte e risposta attesa da inserire necessariamente nello spazio predefinito di 22 righe.

Tempo stabilito: circa 37 minuti per ogni quesito.

Prova veloce, pratica, immediata. Eppure lo si è battezzato "il concorso a misura di smartphone".

E’ questa infatti l’irregolarità che in misura maggiore viene denunciata alla nostra redazione, l’utilizzo di apparecchiature telefoniche che grazie al collegamento ad Internet permettono di avere in pochi minuti una "risposta confezionata" al quesito proposto.

La vigilanza? Ci vengono segnalati anche casi in cui i candidati colti sul fatto siano stati immediatamente esclusi dalla procedura, ma in molti altri il lavoro sarà stato svolto con l’accuratezza e la responsabilità richiesta, nonostante l’esiguo compenso?

E ancora, a quanto pare il Ministero non ha inviato disposizioni prescrittive sulla possibilità di allontanarsi dall’aula durante lo svolgimento della prova, per cui vengono segnalati casi di candidati che hanno trascorso alla toilette il tempo necessario per poter "documentarsi" e in aula quello per poterlo trascrivere.

Molte lamentele inoltre riguardano la procedura del plico telematico, da alcune commissioni aperto non alla presenza di candidati testimoni.

Altre irregolarità denunciate consistono nel rispetto dei tempi di consegna delle tracce, con commissioni che avrebbero permesso di continuare la prova anche per venti minuti oltre il tempo stabilito. Il sindacato USB ha già raccolto una serie di testimonianze

Il concorso a misura di smartphone

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