Concorso a cattedra. Tar ammette alle prove orali candidato con 28/40, sommando voto laboratorio e prove scritte

di
ipsef

red – L’associazione Adida ci informa di una domanda cautelare accolta relativa al concorso a cattedra attualmente in itinere.

red – L’associazione Adida ci informa di una domanda cautelare accolta relativa al concorso a cattedra attualmente in itinere.

Si tratta di un candidato che ha superato la prova scritta del c.d. Concorsone con punteggio più che sufficiente pari a 23/30, benché nella prova pratica di laboratorio non raggiungesse la soglia minima di 7/10 e, acquisendo un punteggio inferiore, pari a 6/10, non veniva inserito nell’elenco degli ammessi.

"In primo luogo, – dicono dall’ADIDA – è stata contestata illegittima la soglia di 7/10 arbitrariamente fissata dal M.I.U.R. poiché  in contrasto con l’art. 400, comma 11, del T.U. n. 297/94 secondo cui non si è ammessi alla successiva prova di concorso ove si ottenga’l’attribuzione ad una prova di un punteggio che, riportato a decimi, sia inferiore a sei preclude la valutazione della prova successiva’".

Pertanto, la c.d. soglia delle singole prove è fissata dal legislatore in 6/10 e "non era consentito ai compilatori ministeriali usare una votazione più stringente al solo fine di scremare il numero degli ammessi."

"In secondo luogo, – continua il comunicato – il ricorso ha preso di mira la valutazione dell’amministrazione sottolineando come la stessa non valutasse congiuntamente la prova scritta con la prova pratica, dal momento che la somma del punteggio della prova scritta e quello della prova di laboratorio è disposto sia dal Testo Unico 297/94 che dal bando".

Il T.A.R. del Lazio ha accolto, quindi, la domanda cautelare avanzata dall’associazione, ritenendo il provvedimento impugnato suscettivo di determinare una situazione di grave e irreparabile pregiudizio nella sfera giuridica del ricorrente.

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